Sabato, 06 Giugno 2020
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DALLA FARNESINA

Terremoto in Nepal, rintracciati gli ultimi italiani segnalati

 ROMA. L'unità di crisi della Farnesina è riuscita ad individuare in queste ore anche gli ultimi italiani segnalati e non ancora rintracciati. Il monitoraggio costante della situazione da parte dell'Unità di Crisi, dell'Ambasciata a New Delhi e del Consolato Generale a Calcutta continua comunque, per far fronte ad ogni evenienza.

Le salme del signor Oskar Piazza e della signora Gigliola Mancinelli sono giunte in Italia in serata, mentre continuano le ricerche dei corpi di Marco Pojer e Renzo Benedetti.

 

Personale dell'Unità di Crisi e della Protezione Civile è partito la notte scorsa al fine di seguire l'attività di ricerca e recupero dei corpi dei due connazionali.

A dieci giorni dal sisma, dai villaggi devastati del nord del Nepal continuano a emergere corpi e talvolta, miracolosamente, anche dei superstiti.

Come è successo ieri nel distretto di Gorkha, la zona più vicina all'epicentro, dove un uomo di 60 anni e una suora di 23 anni sono stati recuperati dai soccorritori dalle macerie di due edifici. Entrambi sono stati portati con l'elicottero in un ospedale.

La calamità che ha messo in ginocchio il Nepal, ha dei pesanti contraccolpi anche sull'industria turistica e dell'alpinismo. La stagione delle scalate sull'Everest, che stava per iniziare, è definitivamente chiusa dopo la valanga che ha seppellito i 18 alpinisti al campo base. Gli esperti nepalesi che attrezzano le vie di scalata sui ghiacciai (gli 'ice doctors') hanno detto  che «è impossibile» ripristinare le strutture necessarie alle spedizioni internazionali per salire sul 'tetto del mondo'. Mano a mano che l'esercito raggiunge le vallate più sperdute, aumenta il conteggio dei morti arrivato oggi a quota 7.365 secondo le cifre ufficiali del ministero degli Interni.

Nel fine settimana sono stati recuperati i corpi di circa 100 trekkers che erano sepolti sotto la frana che ha sommerso il villaggio di Langtang, una popolare meta turistica vicino al confine con il Tibet. Nella cittadina c'erano una cinquantina di guest house spazzate via dalla massa di neve e pietre che si è staccata dalla montagna dopo la forte scossa. Ma sulle cifre dei dispersi regna ancora la confusione.

Parlando con l'Ansa il portavoce del ministero degli Interni, Laxmi Prasad Dhapala, ha detto che «è impossibile fare una stima delle persone che abitavano nei villaggi completamente distrutti perchè è andato perso anche un registro degli abitanti». Inoltre non ancora tutte le aree sono state raggiunte. Significa che solo quando rimuoveranno i detriti si renderanno conto delle perdite umane. Per quanto riguarda gli stranieri invece, è salito il numero dei dispersi a 119 in base ai dati diffusi dal Centro nazionale per l'emergenza (Noec). Secondo Bruxelles sono circa 60 sono i cittadini europei di cui non si ha più notizie.

Il governo intanto ha quantificato il costo della ricostruzione in due miliardi di dollari. In una riunione con i rappresentati diplomatici di alcuni Paesi, il ministro degli Esteri Mahendra Bahadur Pandey ha reiterato l'appello per finanziare il fondo annunciando lo stanziamento iniziale di 200 milioni di dollari da parte del governo nepalese. È stato chiesto l'intervento dell'Unesco per gli enormi danni al patrimonio archeologico. Sono 200 i monumenti danneggiati secondo una prima stima. L'emergenza sta entrando ora in una nuova fase dopo che il governo ha chiesto ai team di ricerca e soccorso di 34 Paesi di partire in quanto «non più necessarì.

Secondo le autorità nepalesi, le probabilità di trovare qualcuno vivo si sono ormai assottigliate (anche se ogni giorno emergono ancora superstiti dalla macerie). Almeno la metà dei circa 4 mila volontari stranieri ha ormai fatto i bagagli, mentre entro venerdì tutte le squadre saranno partite. La presenza di team specializzati stranieri a fianco dei militari nepalesi aveva creato qualche attrito e polemica, ma il ministero degli Interni ha escluso che ci sia un legame con la loro partenza. Siamo molto grati del loro lavoro - ha detto all'Ansa il portavoce del ministero degli Interni Laxmi Prasad Dhapal - ma secondo gli standard internazionali la fase di ricerca dei superstiti termina dopo sette giorni».

Sono invece attivi 81 team medico sanitari internazionali composti da 525 medici e circa 1.200 infermieri. Tra questi ci sono anche i 33 operatori italiani che ieri hanno montato un ospedale da campo in un villaggio del distretto di Nuwakot, a circa 140 km da Kathmandu.

 

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