Venerdì, 21 Febbraio 2020
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L'INCHIESTA

La procura tedesca: Andreas Lubitz in terapia perché a rischio suicidio

Prima di iniziare la carriera professionale di pilota era stato classificato come ''a rischio suicidio'' ed era per questo in terapia

BERLINO. Andreas Lubitz, il copilota del volo Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi, prima di iniziare la carriera professionale di pilota era stato classificato come ''a rischio suicidio'' ed era per questo in terapia. Lo ha reso noto la procura di Duesseldorf stamani.

Il presidente della Società italiana di psichiatria (Sip), Emilio Sacchetti, ha tracciato un profilo del copilota: non era depresso e neppure logorato dallo stresso da lavoro 'burn out'. Secondo Sacchetti "non si trattava di un soggetto patologico ma, a mio parere - afferma - di una personalità caratterizzata da un narcisismo maligno".

"Nella letteratura scientifica - spiega Sacchetti a margine del 23/o congresso dell'Associazione europea di psichiatria (Epa) - non c'è un solo caso di soggetto burn-out omicida, e credo poco anche all'ipotesi della depressione perché, di solito, il soggetto depresso omicida uccide persone a lui care e vicine e lo fa a scopo 'salvifico', ovvero per impedire loro di soffrire in qualche modo; di solito, dunque, la depressione non spinge a questi atti estremi verso persone estranee".

Al contrario, rileva l'esperto, "penso che alla fine si avrà una brutta sorpresa rispetto a quanto sostenuto sino ad oggi e si arriverà alla conclusione che il copilota non era un soggetto malato, cioè colpito da una patologia mentale definita". Ma cosa può allora spingere a tanto? "E' quello che si definisce un soggetto 'abnorme psichico' - spiega il presidente Sip -. Penso cioè che si tratti di una situazione di narcisimo 'maligno' ed esasperato di una personalità che, non vedendo soddisfatte le proprie aspettative e obiettivi si è voluta vendicare. C'è la volontà lucida di punire".

Questo profilo però, precisa Sacchetti, "non è riconducibile ad un disturbo definito o ad una patologia codificata". Proprio per questo, "l'azione commessa non era prevenibile o prevedibile, perché non riconducibile ad una patologia definita, anche se qualcuno - conclude il presidente Sip - ha magari potuto notare nel tempo qualche comportamento reputabile fuori dal comune".

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