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TERRORISMO

Charlie Hebdo, i soldi di al Qaida ai fratelli Kouachi per l'attentato

Amedy Coulibaly, invece, finanziava le sue imprese grazie a un prestito ottenuto da una banca francese

PARIGI. Cherif Kouachi, uno dei due fratelli autori della strage a Charlie Hebdo, rientrò dallo Yemen nel 2011 con 20mila dollari in contanti, denaro che al Qaida nella Penisola Arabica (Aqap) gli avrebbe dato per portare a termine l'attacco terroristico al giornale satirico francese di Parigi. Lo riferisce la Cnn che cita alti funzionari.

Coulibaly finanziato da un mutuo in banca
Né rapine a mano armata, né aiuti dai paesi del Golfo: Amedy Coulibaly finanziava le sue imprese grazie a un prestito ottenuto da una banca francese, alla quale aveva presentato tutti i documenti necessari per l'ottenimento del mutuo. Lo scrive oggi il quotidiano Le Parisien. Il killer del negozio kosher aveva presentato tutta la documentazione necessaria per ottenere il prestito dalla finanziaria Cofidis. Nel video in cui rivendicava gli attentati, Coulibaly spiegava di aver dato "qualche migliaio di euro" ai fratelli Kouachi per "la conclusione di quello che dovevano comprare". I due terroristi avevano un arsenale di valore, diversi fucili automatici, pistole, bombe a mano e un lanciarazzi RPG. Nell'ambito della sua domanda di prestito, Coulibaly aveva fornito copia della propria denuncia dei redditi, nella quale - per l'anno 2013 - era stata inserita la somma di 33.714 euro.

Le armi comprate in Belgio
Anche l'arsenale dei fratelli Kouachi
Amedy Coulibaly comprò le armi in Belgio. Lo riferiscono i media belgi secondo cui il 'venditore' si è presentato ieri alla polizia. Secondo la Libre Belgique, il mitragliatore Scorpio di Coulibaly proveniva da Bruxelles. L'uomo avrebbe acquistato anche i kalashnikov usati dai fratelli Kouachi alla stazione di Bruxelles Midi per meno di 5000 euro. L'uomo già noto alla giustizia per piccoli traffici si sarebbe presentato ieri alla polizia federale di Charleroi, a sud di Bruxelles, dichiarando di essere stato in contatto con il terrorista di Porte de Vincennes che voleva procurarsi un'auto, aggiunge il sito del giornale belga. L'uomo, ora in stato di fermo, ha dichiarato che all'epoca non conosceva le intenzioni di Coulibaly. La polizia si è quindi recata nella sua abitazione a Charleroi, dove hanno trovato documenti sulla vendita del veicolo, ma anche altre carte sulla transazione di armi e munizioni, tra cui un Tokarev 7 62, arma usata nell'attacco al supermercato kosher di Parigi, prosegue La Libre Belgique, citando fonti vicine al dossier.

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