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Bollette più leggere alle Acciaierie di Sicilia: firmato il decreto

Sicilia, Economia
Lo stabilimento delle Acciaierie di Sicilia

Possibile svolta per le imprese ad alto consumo di energia - le cosiddette energivore - che potrebbero aggiudicarsi una quota importante dei 18 TWwh che saranno messi a disposizione dal Gse per abbattere i costi energetici che stanno mettendo in crisi diverse realtà produttive, in particolare quelle del polo del Sulcis, in Sardegna, e del Catanese, in Sicilia.
Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato il decreto attuativo sull’“Energy Release», che prevede la cessione, attraverso aste, di parte dell’energia prodotta, ad un prezzo controllato di 210 euro a MWh. «Ad oggi - ha spiegato il ministro - il prezzo, che varia, è circa sui 450 euro a Mwh».
Tra i clienti finali prioritari, ci sono quelli industriali, le pmi, quelli localizzati in Sicilia e Sardegna (che oltretutto partecipano al servizio di interrompibilità e riduzione istantanea insulare) e appunto le imprese a forte consumo di energia, inserite nel decreto del Ministero dello Sviluppo economico (Mise).
I contratti avranno una durata fino al 31 dicembre 2025. Entro 20 giorni saranno definite tutte le procedure per l’assegnazione e il ritiro dell’energia. Ma già oggi il provvedimento potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per alcune imprese che stanno fermando gli impianti.
E’ il caso della Portovesme srl (Glencore) in Sardegna, che ha annunciato lo stop al 90% della produzione con la Cgig per la maggior parte degli operai, o delle Acciaierie di Sicilia (Alfa Acciai), ferme per 2 settimane dall’8 settembre con 500 operai in cassa integrazione.
Il provvedimento fa il paio con la proroga del riconoscimento, per le imprese energivore a forte consumo di gas, di un credito d’imposta pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata a ottobre e novembre 2022.
Nel frattempo, come ha ammesso lo stesso Cingolani, «la commissione Ue si è pronunciata su un costo di 180 euro a MWh per le rinnovabili. Saremo pronti ad adeguarci ad un prezzo più basso».
Per la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, «è un primo passo importante, che permette a queste aziende di programmare». Per la deputata Pd Romina Mura, «ora dovrà essere il nuovo governo a occuparsi del gap insulare».

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