Martedì, 05 Luglio 2022
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STRASBURGO

Soluzioni urgenti alla crisi energetica, l'Europarlamento in pressing sui governi

Con il contributo dell'Unione Europea
Sicilia, Economia
L'emiciclo del Parlamento europeo, a Strasburgo

Nuovi interventi europei urgenti e incisivi sul fronte energetico, proroga della sospensione del Patto di stabilità ma senza rinunciare alla sua riforma e avanti con la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) : per Irene Tinagli, presidente della commissione economica (Econ) dell'Europarlamento, sono queste le principali azioni che devono essere portate avanti per affrontare la doppia crisi innescata da pandemia e guerra. Un fronte sul quale, ha sottolineato la vicesegretaria del Pd, «il Parlamento europeo è in prima linea», oggi come ieri, per indicare soluzioni e «mandare segnali politici molto chiari ai governi nazionali».

«Se riusciremo a replicare l'accordo politico raggiunto all'inizio della pandemia per dare sostegno ai settori più colpiti dalla crisi, sarà possibile evitare gravi problemi sociali», ha osservato Tinagli. «Per ora l'impatto sul Pil di questa crisi è molto inferiore a quello del Covid. Però è insidiosa perché c'è incertezza sulla sua durata, sull'aumento dell'inflazione, sulla carenza delle materie prime. Per questo ci vogliono attenzione e azioni tempestive». In questo contesto, per la presidente della commissione Econ, è importante «non mollare la presa» e implementare i progetti del Recovery in maniera «rapida e incisiva» poiché il piano già prevede interventi destinati a favorire la transizione energetica, cioè «il fronte su cui dobbiamo accelerare il più possibile per arrivare a una maggiore indipendenza dalla Russia».

Piccoli aggiustamenti del piano per tenere in conto gli aumenti dei prezzi e altri fattori esterni, sono possibili. Ma senza stravolgimenti o rinvii. «Spero che tutte le forze politiche capiscano l'urgenza di continuare a lavorare con serietà alle riforme e agli investimenti del piano». Tinagli è comunque convinta che, sul fronte dell'energia, «a livello europeo bisogna fare molto di più». A cominciare dalla fissazione di un tetto al prezzo del gas importato e distribuito. Quanto alla proroga al 2023 della clausola di salvaguardia per la sospensione dell'applicazione del Patto di stabilità e crescita, l'esponente Pd ritiene che sia ormai un'ipotesi «abbastanza condivisa, anche se non scontata». Ma avverte che l’eventuale proroga «non sostituirà la necessità di un intervento europeo» a sostegno dei Paesi più esposti alla crescita del debito.  «Non dico che serva un nuovo Next generation Eu, ma qualcosa di più mirato e circoscritto sì». Inoltre, bisognerà comunque procedere alla riforma del Patto. Per Tinagli «la priorità assoluta sarà quella di rendere sostenibili i percorsi di rientro del debito» tenendo conto delle situazioni dei singoli Paesi ed evitando tagli indiscriminati che possano innescare spinte recessive. E mettendo al riparo i Paesi più esposti, tra cui c'è sicuramente l'Italia, da potenziali attacchi speculativi.

Un tema su cui pare stia emergendo una certa consapevolezza tra i partner europei, anche dei cosiddetti frugali come l’Olanda. Più in salita il percorso per una eventuale Golden rule, cioè lo scorporo di determinati investimenti dal calcolo del deficit e del debito. «Ogni Paese ha le sue esigenze e appare difficile stabilire in tempi rapidi una regola che soddisfi tutti. Forse è più percorribile la strada di uno strumento europeo mirato e flessibile per sostenere investimenti in alcuni ambiti strategici fissati a livello Ue, ma è ancora presto per dire se e quando ci si potrà arrivare», ha concluso Tinagli.

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