Lunedì, 24 Gennaio 2022
stampa
Dimensione testo

Economia

Home Economia Fitch promuove l'Italia e alza il rating: la ripresa è robusta
LA CONGIUNTURA

Fitch promuove l'Italia e alza il rating: la ripresa è robusta

L'Istat prevede un pil in crescita del 6,3% quest’anno, al di sopra del 4,7 previsto a giugno. Ma l'Istituto avverte del rischio inflazione
Sicilia, Economia
I consumi sono in ripresa, ma si teme per l'inflazione

L’Italia promossa da Fitch. L'agenzia alza il rating da BBB- a BBB con outlook stabile e parla di una ripresa economica «robusta», stimata nel 2021 al +6,2% e al 4,3% nel 2022.
Vede rosa per il Belpaese anche l'Istat: l’istituto prevede un pil in aumento del 6,3% quest’anno, al di sopra quindi del +4,7% previsto solo in giugno. E non è escluso che sotto l’albero di Natale ci sia come regalo «qualche decimale in più» di crescita, in quello che sarebbe un «dono» - dice il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta - per la «ritrovata fiducia e l'ottimismo delle famiglie e delle imprese italiane».

La promozione di Fitch, insieme alle valutazioni positive espresse di recente dalle altre agenzie di rating, «confermano la solidità della linea di politica economica perseguita dal Governo e l’esigenza di proseguire con vigore sulla strada delle riforme e degli investimenti, secondo il piano concordato con l'Europa», afferma il Tesoro. Secondo Fitch «gli elevati tassi di vaccinazione, i risparmi del settore privato e l’uso dei fondi europei sosterranno le dinamiche di crescita». La ripresa sostenuta aiuterà anche i conti pubblici: il deficit è infatti stimato all’8,9% nel 2021, in deciso miglioramento rispetto alla precedente stima dell’11,4%. Il debito calerà probabilmente sotto il 154% del pil entro la fine del 2021 dal suo picco del 155,6% della fine del 2020. Nella sua analisi dell’economia italiana, Fitch osserva come il parlamento è chiamato a eleggere il nuovo presidente della Repubblica nel febbraio 2022: il premier Mario Draghi è un «potenziale candidato» e quindi «l'elezione presidenziale potrebbe avere un effetto diretto sul futuro del governo», che ha un’ambiziosa agenda di riforme strutturali.

Nel dipingere un quadro positivo per la ripresa italiana, l'Istat mette comunque in guardia sull'inflazione, che ha accelerato dall’estate scorsa e che si attenuerà solo da luglio prossimo. La revisione al rialzo delle stime di giugno è dovuta, spiega l’Istat, al commercio mondiale che ha dato ulteriore stimolo all’andamento di importazioni ed esportazioni italiane, al prezzo del petrolio (circa 4 dollari a barile nell’anno corrente e 2 per il 2022) e al tasso di cambio che incorpora un apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro più contenuto rispetto a giugno (rispettivamente 1,18 e 1,20). Il miglioramento dell’economia italiana si deve soprattutto ai servizi (+3,4% la variazione congiunturale) rispetto all’industria in senso stretto e alle costruzioni (rispettivamente 0,8% e +0,6%). Forte la spinta di commercio, trasporto, alloggio e ristorazione (+8,6%) con il ritorno alla normalità dopo le numerose e forti restrizioni dovute alla pandemia.

E a confermare la fase di recupero sono i segnali provenienti dal clima di fiducia di famiglie e imprese, che tra ottobre e novembre si è mantenuto sui livelli massimi del periodo. La ripresa della domanda e l’eccezionale crescita delle quotazioni del petrolio e dei prezzi delle materie prime agricole, più accentuata nella seconda parte dell’anno, hanno spinto l’inflazione facendo schizzare le tariffe di luce, gas e carburanti che hanno gravato ulteriormente sulle tasche degli italiani. Il ministro Brunetta sottolinea che le «scelte di buon senso fatte dal governo Draghi sulla gestione della crisi hanno funzionato» e regaleranno qualche decimale in più alla crescita a Natale che sarà in sicurezza grazie alle «azioni che hanno permesso ai cittadini e alle aziende di ritornare alla normalità» dopo le fasi peggiori del Covid.

L’Unione Nazionale Consumatori osserva però che la stima dell’Istat sulla spesa delle famiglie è «positiva, ma su quella del 2022 pesa l’incognita inflazione» e il Codacons rincara affermando che se l’inflazione continuerà a crescere anche nel 2022, «gli effetti sui consumi delle famiglie saranno devastanti, con ripercussioni negative sul commercio e sull'economia nazionale» per cui chiede al governo di frenare l'escalation dei prezzi «sterilizzando Iva e accise sui carburanti».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X