Giovedì, 09 Dicembre 2021
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Basta contanti: pagamenti digitali in crescita a Enna, Trapani e Palermo

Nell’autunno 2021 la percentuale di italiani che preferisce evitare di digitare pin sulla tastiera o maneggiare Pos ha raggiunto il 74%, portando il parziale dell’anno al 71%. E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio di SumUp, la fintech leader nel settore dei pagamenti digitali e soluzioni innovative cashless, che sottolinea come, per quanto riguarda i pagamenti contactless, si sia passati da una media del 53% nel 2019, a quella del 66% nel 2020 e con il 71% del 2021, mostra una crescita del 34,1% rispetto al 2019 e del 7,8% sul 2020.

A confermare la tendenza a pagare senza contanti sono anche i commercianti: nel 53% dei casi, secondo un sondaggio condotto da SumUp nell’ottobre 2021, affermano di aver notato da parte dei clienti maggiore propensione a pagare cashless. Ad apprezzare il contactless sono soprattutto gli avventori di bar e club che in 8 casi su 10 preferiscono pagare senza contatto, spiega il rapporto. Di fatto, questa categoria di commercianti mostra tra il 2019 e il 2020 una crescita del 15%, mentre nel 2021 l’aumento è contenuto (4%), ma permette di consolidare la posizione. Seguono i commercianti del settore Food&Grocery (77,7% di transazioni contactless), e le edicole, passate dal 57,2% del 2019 al 77,3% del 2021.
Significativa la crescita tra il 2020 e il 2021 del 16% registrata dai merchant del settore musica, concerti e cinema, che scala la classifica e passa dal 14 al 4 posto.
La crescita si manifesta in tutta Italia a livello regionale, anche se in misura minore rispetto a quella osservata nel 2020.
Sono soprattutto le regioni del Sud Italia a spiccare nell’utilizzo della tecnologia «senza contatto» nel campo dei pagamenti con carta: la Campania è al primo posto, con una quota di pagamenti contactless che si attesta al 74,8% nel 2021. Al secondo e terzo posto compaiono anche Calabria (74,7%), e Molise (872,7%), mentre subito fuori dal podio si piazzano Sicilia (72,5%), Puglia (72,3%) e Basilicata (71,8%). In Top 10 anche Umbria (71,5%), Abruzzo (71,2%), Lombardia (70,3%) e Lazio (70%). Si tratta tuttavia delle stesse regioni che registrano la crescita minore rispetto allo scorso anno: ad esempio, Campania e Calabria sono salite soltanto del 3%.

Rispetto al 2020, invece, è l’Emilia Romagna a mostrare la crescita più interessante (del 16%), che le consente di scalare 3 posizioni, dalla 19 alla 16 , nella classifica delle regioni più contactless con il 66,6% di transazioni senza contatto. La Liguria, che sia nel 2019 che nel 2020 chiudeva la classifica, è cresciuta del 15%, portandosi al 18 posto, mentre il fondo è ora occupato dal Veneto (64,3%), nonostante una crescita del 12%.
Negativo invece l’andamento in Valle d’Aosta, che con una crescita del 5% si posiziona in fondo (al 19 posto).
Discorso analogo per quanto riguarda le province: nel 2021, SumUp identifica una crescita generalizzata, ma comunque meno evidente di quella emersa lo scorso anno. Al primo posto Reggio Calabria (77,3%), seguita da Caserta (76,7%), e Vibo Valentia (76,4%); spazio poi a Isernia, Napoli, Trapani, Enna (tutte sopra il 74%), Avellino, Palermo e Taranto (73,7%).
Migliorano anche le province del Nord come Bolzano, che detiene la crescita più importante (25%): tuttavia, non le è sufficiente a scalare la classifica e dalla 106 posizione raggiunge solo la 94 . Meglio invece La Spezia che cresce del 20% e passa dall’85 posto al 36 .
«Gli italiani stanno cogliendo tutte le possibilità offerte dai pagamenti digitali, apprezzando sempre di più i pagamenti contactless che rappresentano un modo sicuramente smart, sicuro e veloce per effettuare le transazioni in cassa. Le percentuali di utilizzo sono in aumento in tutte le regioni e in tutti i settori: la rivoluzione cashless è in atto e sarà difficile tornare al contante, ora che commercianti e consumatori se ne stanno allontanando sempre più. Inoltre, e a partire dal 2022, passerà da 2.000 a 1.000 euro la soglia a partire dalla quale sarà vietato fare transazioni con banconote», conclude Zola.

 

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