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L'ACCORDO

Arrivano i soldi del Recovery Fund, dati incrociati per contrastare le frodi all'Europa

La Procura della Corte dei conti italiana collaborerà con quella della Comunità
Sicilia, Economia
Il procuratore generale della Corte dei conti, Angelo Canale

Un accordo per la cooperazione nel contrasto agli illeciti a danno degli interessi finanziari dell’Unione europea è stato sottoscritto a Lussemburgo, dal procuratore generale presso la Corte dei conti italiana, Angelo Canale, e dal vertice dell’Eppo - Ufficio del Procuratore europeo, Laura Codruta Kövesi.

Lo scambio di informazioni

L’intesa, che è la prima stipulata tra una magistratura contabile nazionale e il procuratore europeo punta a favorire lo scambio di informazioni sugli illeciti di cui le due autorità vengono a conoscenza e permetterà la condivisione degli elementi utili allo svolgimento delle indagini. Le investigazioni potranno procedere in modo coordinato, così da consentire di ottenere risultati sempre più efficaci nei settori di competenza della magistratura penale e contabile.

I termini dell'accordo

L’accordo prevede che, da un lato, l’Eppo, operativo dalla scorsa estate, perseguirà in tutta Europa i reati a danno degli interessi finanziari dell’Ue, disciplinati dalla Direttiva Pif del 2017, attraverso una rete di magistrati nazionali sotto la supervisione dell’Ufficio di Lussemburgo. Dall’altro, le Procure regionali della Corte dei conti, coordinate dal procuratore generale, agiranno per il risarcimento dei danni arrecati al bilancio delle amministrazioni pubbliche, incluse, ormai da molti anni, anche le istituzioni dell’Unione.

Anche i privati devono risarcire l'Ue

Questa competenza, che consente di citare dinanzi alla Corte dei conti anche i privati che hanno percepito indebitamente, o distratto, finanziamenti a carico del bilancio Ue, è di fondamentale importanza in una fase caratterizzata dall’attuazione, attraverso il Pnrr, della Recovery and Resilience Facility, che, nell’ambito del Next Generation Eu, comporterà investimenti per oltre 600 miliardi, di cui quasi 200 destinati all’Italia.

Gli appetiti per il Recovery

Si tratta di un afflusso di denaro che si espone a iniziative fraudolente, alcune delle quali già venute all’attenzione dell’opinione pubblica, e il cui corretto utilizzo deve quindi essere protetto dalle istituzioni facendo fronte comune. L’accordo Procura generale-Eppo si muove in questa direzione e rafforza ulteriormente il ruolo di garante delle risorse pubbliche che la Carta costituzionale attribuisce alla Corte dei conti.

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