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CONSIGLIO DEI MINISTRI

Da Roma in arrivo 37 milioni per medie e piccole imprese, i fondi non venivano erogati dal 2012

È stato approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri lo schema di decreto che porterà nelle casse delle PMI siciliane 37 milioni l’anno. L’iter di trasferimento delle funzioni e delle connesse risorse relative agli incentivi in materia di piccole e medie imprese per le regioni a statuto speciale è stato sbloccato grazie all’impulso del parlamentare nazionale Adriano Varrica.

Negli ultimi 8 anni, come ricorda Luigi Ansaloni in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola, le imprese siciliane hanno perso oltre 300 milioni di euro semplicemente perché non era stato completato l'iter di trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione e queste somme che a scadenza venivano ridestate al bilancio dello Stato. Fino al 2011 queste risorse venivano erogate tramite una convenzione con Artigiancassa, mentre dal 2012 nessuno le ha più erogate.

"Da quasi un decennio - spiega Adriano Varrica - le piccole e medie imprese siciliane vengono private di 37 milioni di euro annui di incentivi a causa dell’inerzia della Regione e dello Stato che non sono riusciti a definire un decreto per il trasferimento delle competenze amministrative e delle relative risorse finanziarie". Insieme al parlamentare M5S, questa "battaglia" è stata combattuta anche da Confartigianato Sicilia: risale infatti al 16 giugno scorso un tavolo di confronto tra Varrica, Villarosa, i vertici dell'associazione e presidente e segretari dei gruppi territoriali.

“Norme di attuazione che arrivano dopo 8 anni di indifferenza e che finalmente restituiranno alla Sicilia quello che le spetta di diritto – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e componente del gruppo Attiva Sicilia – Una questione rimasta irrisolta per troppo tempo, e che finalmente ha trovato una soluzione anche su input del Parlamento e di una mozione che ho presentato all’Ars e che è stata approvata nel 2018. Un’attesa che ha sicuramente provocato danni al tessuto imprenditoriale siciliano. Per questo, se da un lato c’è la soddisfazione per la norma che finalmente sblocca le risorse, dall’altro rimane l’amarezza per il troppo tempo trascorso, per le risorse “scippate”, di quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto per sostenere le aziende siciliane in questi periodi di crisi, oggi ancora più gravi. E questi otto anni si traducono concretamente in aziende chiuse, posti di lavoro persi, gente emigrata. Adesso l’auspicio è che queste risorse vengano velocemente trasferite alla Sicilia e altrettanto velocemente vengano erogate alle imprese attraverso un piano di rilancio dell’economia regionale”.

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