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VERSO IL DECRETO DI APRILE

Coronavirus: non slitta la scadenza Imu, ma niente sanzioni ai ritardatari

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Il governo tende la mano ai Comuni e ai cittadini in difficoltà per l'emergenza coronavirus. Niente sanzioni e interessi a chi, per le difficoltà economiche, non dovesse riuscire a pagare in tempo la prima rata Imu-Tasi, in scadenza il 16 giugno. Si tratta di una delle misure allo studio del governo per il decreto aprile, che si dovrebbe accompagnare al pacchetto Comuni.

Ancora da stabilire entro quale data i ritardatari potranno saldare la rata senza essere sanzionati. Sarebbe tramontata invece l'ipotesi di consentire di fare slittare fino a settembre la prima scadenza di giugno.

Il pacchetto completo prevede tre miliardi e mezzo a Comuni e Province per far fronte ai problemi di cassa. Tra le voci del nuovo provvedimento anche l'assunzione di "alcune migliaia" di infermieri per far fronte all'assistenza domiciliare legata all'epidemia.

ENTI LOCALI. Il pacchetto 'Cura Comuni' è stato chiuso al termine di una lunga riunione di Anci e Upi con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che parla di uno "sforzo straordinario" per venire incontro alle esigenze degli enti locali: tre miliardi andranno ai sindaci e 500 milioni alle Province. Risorse che servono a tamponare la crisi ma non basteranno, dice l'Anci che ha calcolato le perdite attorno ai 5 miliardi. Per questo, come spiega il viceministro all'Economia Laura Castelli, il finanziamento sarà affiancato da un tavolo di monitoraggio per intervenire "rapidamente" di fronte a evidenti cali di gettito. Non è escluso poi che si possa procedere, sempre con il decreto di aprile, anche a un ulteriore spinta ai cantieri a partire da quelli per strade e scuole, anche sulla falsariga del piano proposto dalle Province per sbloccare subito due miliardi.
Il pacchetto enti locali sarà solo uno dei capitoli del prossimo decreto: per finanziarlo si dovrebbe ricorrere a circa 2 punti di deficit (attorno ai 40 miliardi, che saliranno almeno 55-60 in termini di saldo netto da finanziare. Serviranno per circa la metà a coprire le garanzie per la liquidità delle imprese, e per il resto a prorogare fino a giugno tutti i sostegni al reddito.

SOSTEGNO AL REDDITO. Per Cig e cassa in deroga dovrebbe essere allungata almeno di altre 4 settimane, dovrebbe arrivare un finanziamento aggiuntivo che consenta di coprire tutte le domande di indennizzo dei collaboratori sportivi, mentre il bonus, per tutti gli autonomi dovrebbe essere coperto per i mesi di aprile e maggio e aumentato a 800 euro. E' in corso una riflessione sulla possibilità di rafforzare ancora di più l'indennità, magari con dei paletti per evitare abusi, ma questa formula si scontrerebbe con l'intenzione di rendere automatica l'erogazione ai soggetti che già ne hanno beneficiato a marzo.
Il tema è ancora in corso di valutazione, insieme all'introduzione di un indennizzo ad hoc per colf e badanti, mentre è certa la la proroga dei congedi speciali e del bonus babysitter per aiutare le famiglie mentre le scuole sono chiuse.

TURISMO. Nel menu del decreto dovrebbe entrare anche il turismo, non solo attraverso l'estensione del credito d'imposta per gli affitti commerciali ad alberghi, bar e ristoranti, ma anche con un bonus per promuovere le vacanze in Italia. Ancora si sta valutando entità (tra i 350 e i 500 euro) e il metodo di intervento perché l'ipotesi della detrazione, secondo alcuni, rischierebbe di essere poco efficace. Il settore, il più colpito dal blocco delle attività causate dal Covid-19, dovrebbe essere in cima alla lista dei beneficiari del fondo per i ristori a fondo perduto per chi ha subito danni, che sarà calibrato in base al fatturato. L'entità del ristoro dipenderà dalla composizione del puzzle degli interventi, che dovrebbero contemplare anche una accelerazione dei pagamenti dei debiti della P.a. per liberare ulteriori risorse per le imprese.

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