Martedì, 21 Gennaio 2020
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DECRETO FISCALE

Mutuo per la prima casa, pignoramento e rinegoziazione: cosa cambia nel 2020

Cambiano le norme per l'acquisto della prima casa con il decreto fiscale. Stop al pignoramento dell'immobile per chi ha richiesto un prestito e nel caso in cui è previsto l'avviso della vendita all'asta dell'immobile (solo se coperto da ipoteca) è possibile chiedere la rinegoziazione del mutuo. Quest'ultima opzione è valida solo per chi ha richiesto un mutuo per l'acquisto della prima casa dove si risiede. Se non si risiede nell'immobile acquistato, non è prevista alcuna tutela.

IL PIGNORAMENTO E LA RINEGOZIAZIONE

Evitare il pignoramento è possibile grazie alla richiesta di rinegoziazione del mutuo. L'unico limite è la data di attivazione del pignoramento: la tutela è valida solo per i pignoramenti attivati tra il 1 gennaio del 2010 e il 30 giugno 2019. Come si fa a chiedere la rinegoziazione? Per poterla chiedere l'acquirente deve avere comprato casa con un mutuo e deve risiedere nella stessa. Inoltre il creditore deve essere necessariamente una banca, cui è stato rimborsato almeno il 10% del prestito. È possibile chiedere la rinegoziazione entro il 31 dicembre 2021, per una cifra che non può essere superiore ai 250 mila euro. Se la rinegoziazione viene accettata, il saldo del mutuo dovrà essere compiuto in un massimo di 30 anni.

RINEGOZIAZIONE RESPINTA, COSA FARE

Se la domanda di rinegoziazione viene respinta, il debitore può ricorrere alla parentela di terzo grado. Qualora al parente venisse accettata la richiesta, diventa automaticamente proprietario dell'immobile.

 

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