Mercoledì, 11 Dicembre 2019
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NOVITA'

Pensione di cittadinanza, aumenti dal 2020: i beneficiari

Il trattamento minimo pensionistico tornerà a crescere nel 2020 e i pensionati si vedranno aumentare, seppur di pochissimo, il loro assegno dal prossimo primo gennaio. Si tratta di un adeguamento delle pensioni all’inflazione che riguarda anche la pensione di cittadinanza, ovvero il sostegno al reddito per i pensionati più disagiati.

E se l’assegno della pensione minima passerà dagli attuali 513 a 516 euro nel 2020, per gli over 67 in possesso dei requisiti ISEE indicati nel decreto per usufruire della pensione di cittadinanza, si passerà ai 780 euro.

L'aumento è destinato a tutti i pensionati che hanno un assegno al di sotto dei 780 euro netti al mese. È ovviamente concessa la pensione di cittadinanza anche agli under 67 nel caso in cui però questi convivono con una o anche con due persone che si trovano in una situazione di disabilità grave oppure di una non autosufficienza.

La pensione di cittadinanza consiste in una sorta d’integrazione al minimo della pensione, che può portare il reddito del pensionato non più sino a 513 euro mensili (con eventuali maggiorazioni, a 516 euro), ma fino a 780 euro mensili.

L’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote: la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6 mila euro annui, 500 euro al mese (630 euro al mese, 7.560 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza) per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese, per il reddito di cittadinanza, ed a 1.323 euro al mese, 15.876 euro annui per la pensione di cittadinanza; per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti, è previsto un incremento dell’importo massimo della quota base di reddito di cittadinanza erogabile (in presenza di almeno quattro componenti del nucleo familiare) da 1.050 euro a 1.100 euro mensili (1.386 euro per la pensione di cittadinanza).

La seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro, ossia di 280 euro al mese (150 euro al mese, 1.800 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza); la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico: non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente, ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare a 19.656 euro all’anno (1.638 euro al mese, anche se nel concreto non si superano i 1.473 euro mensili, pari a 630 euro, maggiorati della scala di equivalenza massima 2,1, più i 150 euro per chi paga affitto o mutuo); non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

La pensione di cittadinanza del nucleo, così come il reddito di cittadinanza, aumenta dello 0,4 per ogni componente maggiorenne della famiglia, e dello 0,2 per ogni componente sotto i 18 anni, sino a un massimo di 2,1 (2,2 per le famiglie con uno o più componenti disabili gravi o non autosufficienti)

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza sono esentasse e non pignorabili.

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