Sabato, 24 Agosto 2019
LA PROTESTA

Mercoledì e venerdì sciopero dei trasporti, rischio caos anche in Sicilia

Mercoledì e venerdì saranno due giornate difficili per chi vuole spostarsi a ridosso dell’esodo estivo: i sindacati di categoria non tornano indietro e nonostante la convocazione al Mit di martedì 23 luglio hanno confermato lo sciopero nazionale dei trasporti suddiviso in due giornate. Il 24 luglio si fermano tutti i settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, marittimo e porti, autostrade, taxi, autonoleggio e il 26 luglio incrociano le braccia i lavoratori del trasporto aereo. La protesta è stata indetta contro l’"immobilismo» del governo, e a sostegno della vertenza Alitalia.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti hanno indetto lo stop «per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte "Rimettiamo in movimento il Paese" indirizzata al Governo». Chiedono «regole certe» soprattutto nel settore aereo per non ripetere casi come Alitalia che deve concorrere con le low cost con «una gamba legata», maggiori investimenti, sblocco dei cantieri e una politica delle infrastrutture efficace per attrarre le imprese estere ma anche quelle italiane nel nostro Paese. Lamentano «indifferenza» da parte del governo e chiedono di riprendere il progetto 'Connettere l’Italià, ideato dall’esecutivo precedente, che prevedeva lo sblocco di 106 opere 'essenzialì per l’Italia.

«Scioperiamo perchè siamo di fronte ad un governo che ad oggi non ha adottato alcun tipo di strategia complessiva sui trasporti, mettendo a serio rischio il settore e il Paese», afferma il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, sottolineando che «a partire dal documento unitario di proposte 'Rimettiamo in movimento il Paesè che guarda al sistema dei trasporti, nell’interesse dei lavoratori e del Paese, chiediamo che si apra un confronto di merito». Secondo il segretario generale della Filt «serve un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole, per attivare rapidamente, migliorandoli, i progetti delineati e per sottoscrivere un 'Patto per i trasportì che parta dall’aggiornamento Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci».

«Manteniamo lo sciopero nonostante la convocazione del ministero - spiega Claudio Tarlazzi, segretario generale della Uiltrasporti - Non è una protesta contro i due partiti che reggono la maggioranza del governo, ma contro l’immobilismo del governo. Non siamo mai stati convocati per un confronto strutturato: ci sono criticità non risolte in vari segmenti che stanno determinando una perdita di efficienza e produttività del sistema italiano compromettendo le prospettive dei lavoratori, tanto da incidere anche nel percorso di rinnovo nei contratti nazionali». La Uilt, aggiunge Tarlazzi chiede «una politica delle infrastrutture efficiente ed efficace riprendendo il progetto Connettere l’Italia».

"Senza infrastrutture non ci sono investimenti, - dice ancora Tarlazzi - le imprese straniere non investono perchè hanno bisogno di territori connessi». Servono poi regole certe: «La crisi di Alitalia ribadisce Tarlazzi - è anche figlia della mancanza di regole nel sistema. Alitalia concorre con una gamba legata rispetto alle low cost».

Anche per Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit Cisl, cruciale è il tema delle regole: «Nel trasporto aereo si è registrato un paradosso, a fronte di un incremento dei voli le aziende italiane sono in crisi». Una regolazione «serve anche nel settore merci perchè la nostra imprese sono sempre più assediate dalle aziende che vengono da fuori», aggiunge. Pellecchia poi lamenta che sul trasporto pubblico locale «c'è un atteggiamento ondivago: fondi stanziati e poi tagliati, l’ultimo riguarda i 158 milioni di euro per coprire gli oneri di malattia degli autoferrotranvieri».

Ancora, dice il dirigente sindacale, serve «lo sblocco dei cantieri: le nostre infrastrutture soffrono rispetto a quelle europee e per il grosso divario tra Nord e Sud ci vuole una cura da cavallo». E infine «un tema di carattere più generale che riguarda la fiscalità che penalizza le nostre aziende». Insomma, conclude Pellecchia, c'è la «perplessità che di fronte a uno sciopero si registra un’indifferenza totale, anche perchè il tavolo convocato al Mit il 23 luglio riguarda solo il trasporto aereo». (AGI)

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