Martedì, 19 Novembre 2019
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SFORBICIATA AL PIL

L'Ue gela l'Italia: "Crescita al palo, più deficit e debito". Tria: "Non considera primo trimestre"

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Il ministro dell'Economia Giovanni Tria

Nuova sforbiciata al Pil che quest’anno cresce di appena lo 0,1%, occupazione che tira il freno a mano, debito in aumento e deficit che nel 2020 sfora il 3% senza i 25 miliardi dell’aumento dell’Iva o misure equivalenti. Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea l’Italia finisce in fondo a diverse classifiche dei Paesi Ue: è l’ultima per crescita, occupazione e anche per gli investimenti.

Un quadro che pesa sui conti pubblici e spinge Bruxelles ad avviare di nuovo l’iter formale di valutazione delle finanze che comincerà con un nuovo rapporto sul debito a inizio giugno. E potrebbe portare all’apertura di quella procedura già scampata a dicembre. Una lettura che non piace al governo. Il premier Giuseppe Conte respinge la visione della Commissione e definisce "ingenerose" le stime, che non vedono l’impatto delle misure del Governo: un atteggiamento "pregiudizialmente negativo da parte della Commissione".

Mentre per il ministro dell’economia Giovanni Tria non c'è alcuna sorpresa, perché corrispondono a quelle del Def. Dopo la drastica revisione del Pil 2019 già fatta a febbraio, tagliandolo di un punto percentuale a 0,2%, la Ue abbassa ancora la stima a 0,1%.

"Non è recessione ma una 'ripresa tenue' che, sommata all’"allentamento di bilancio", pesa come un macigno sul debito che schizza a 133,7% quest’anno e 135,2% il prossimo. Stesso impatto negativo sul deficit: sale a 2,5% nel 2019 e addirittura a 3,5% nel 2020 se non si attiveranno le clausole di salvaguardia, cioè l’aumento dell’Iva. Il vicepremier Matteo Salvini non si allarma: "Alcune iniziative del governo potranno essere operative solo a luglio o ad agosto, è chiaro che ora non si sentono".

Per Bruxelles, però, la crescita 'stagnante' peserà anche sul lavoro. "Lo indicano le sommesse aspettative di impiego delle imprese". La previsione è quindi drastica: "La crescita dell’occupazione si arresterà nel 2019". Mentre la disoccupazione salirà all’11% "visto che è probabile che il reddito di cittadinanza indurrà più persone ad iscriversi nelle liste di disoccupazione e quindi ad essere contate come forza lavoro".

In pratica, un effetto 'perverso' di una misura pensata proprio per aiutare chi è senza lavoro. Il vicepremier Luigi Di Maio spiega la contraddizione: "Il reddito fa aumentare la forza lavoro: ci sono persone inattive che si stanno iscrivendo alla forza lavoro, e aumenta il Pil potenziale".

La Ue però aggiunge anche che il reddito dovrebbe spingere i consumi ma il "mercato del lavoro che si deteriora" danneggerà la spesa dei consumatori che quindi tenderanno a risparmiare. I componenti delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera del M5S tagliano corto: "Sono stime farlocche".

Mentre il segretario del Pd Zingaretti attacca il Governo per i "disastri sociali e il calo dei posti di lavoro". Tria invece è tranquillo: le previsioni sul Pil dell’Ue "corrispondono alle previsioni già fatte nel nostro Def, quindi ce l’aspettavamo", ha commentato, sottolineando soltanto un "minor ottimismo» della Ue. Anche dovuto al fatto che la Commissione "non ha tenuto conto, perché ha chiuso le stime prima, dei dati del primo trimestre del Pil italiano che non erano negativi".

Per quanto riguarda lo 'sforamento' del deficit sul 2020, per Tria è una stima più politica che economica, nel senso che non tiene conto degli effetti degli interventi che il Governo metterà in campo. In ogni caso, aggiunge, "molto di come andrà in Italia dipenderà anche dall’evoluzione dello scenario internazionale". Per questo, assieme al premier Conte, lancia l'allarme sui dazi Usa contro la Cina, che colpirebbero Paesi esportatori manifatturieri come Italia e Germania. Anche la locomotiva tedesca continua a singhiozzare: per la Ue la crescita è dimezzata, e il Pil a 0,5% è il più basso dopo quello italiano.

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