Sabato, 24 Agosto 2019
INTESA CON INPS

Reddito di cittadinanza, i Caf garantiranno l'assistenza sulle domande

I Caf garantiranno assistenza sulle domande dal 6 marzo, sin dal primo giorno utile per la presentazione della domanda per ottenere il beneficio. È stato raggiunto un accordo tra l’Inps e la consulta dei Caf che prelude alla stipula delle convenzioni sull'Isee e sul Reddito, anche se l’approvazione definitiva dei Centri di assistenza fiscale arriverà lunedì 4 marzo, quando si riuniranno in assemblea.

I Caf quindi potranno fare consulenza e accogliere gratuitamente le domande dei cittadini che ritengono di avere diritto al Reddito per poi essere rimborsati dall’Inps (l'intesa prevede un compenso di 12,2 euro compresa Iva per ogni pratica e 5 euro, sempre compresa l’Iva per ogni modifica o aggiornamento dei dati contenuti nella domanda).

La domanda di reddito può essere presentata anche online sul sito del Reddito di cittadinanza con lo Spid o stampata dal sito Inps e presentata direttamente agli sportelli postali ma sarà probabilmente il canale dei Caf quello più utilizzato perché prevede che l’utente sia seguito e aiutato nella presentazione della pratica. Con il Reddito di cittadinanza - afferma il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio - «l'Italia si avvia verso un nuovo modello di welfare state ispirato ai valori universali di San Francesco. Non nascondo l’emozione per aver visto l’Inps pubblicare i moduli per le richieste del reddito. Cinque milioni di persone in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta e come esecutivo non potevamo girare lo sguardo da un’altra parte. L'intento di questa misura è proprio quello di consentire a uomini e donne in condizione di disagio di riscattarsi, di essere integrate nella società, di poter aspirare a condizioni di vita migliori».

Intanto l’Inps ha pubblicato l’aggiornamento delle domande arrivate per l’accesso alla pensione con Quota 100. Su 78.432 domande (per oltre il 72% da uomini) oltre il 38% sono arrivate da dipendenti pubblici.

I sindacati hanno lanciato l’allarme sulla fuga dalle cattedre degli insegnanti e sull'alto numero di medici e infermieri che potrebbero lasciare il sistema sanitario nazionale con disagi per l’utenza a fronte del mancato scatto del turn over. Per le assunzioni nel pubblico impiego infatti bisognerà aspettare il 15 novembre.

Per il sindacato medici Anaao Assomed nei prossimi tre anni potrebbero lasciare il Ssn 23.000 medici, dei quali 18.000 per raggiunti limiti per il pensionamento e circa 4.500 con i requisiti previsti per Quota 100 (il 25% di coloro che avrebbero i requisiti).

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