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Finanziaria, all'Ars manca il numero legale: al palo anche la chiusura dell'Eas

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PALERMO. È stata un’altra giornata di paralisi all’Ars. Per tutto il giorno il Parlamento ha tentato di approvare almeno qualche articolo del cosiddetto «stralcio», cioè delle norme rimaste fuori, a dicembre, dall’esercizio provvisorio.

Ma anche stavolta è mancato il numero legale. Resta al palo soprattutto la norma che permetterebbe la definitiva chiusura dell’Eas e la cessione ai Comuni del servizio di distribuzione idrica. Decisiva la mancanza della maggioranza in aula. E non a caso sia De Luca che Figuccia (i deputati del centrodestra in rotta col governo) sono stati ancora una volta critici verso le norme in discussione.

De Luca ha perfino anticipato che non voterà il bilancio che Musumeci si appresta a presentare.
In nottata infatti il presidente Musumeci riunisce la giunta per approvare anche la Finanziaria. Il bilancio è stato invece varato ieri notte.

La Finanziaria, ha anticipato l’assessore all’Economia Geatano Armao, sarà snella. Le uniche riforme previste sono quella che chiude gli Iacp e dà vita a una nuova agenzia per la casa e l’accorpamento di Irfis, Crias e Ircac.

Le tre casseforti della Regione avranno un unico consiglio di amministrazione e poi dei comitati amministrativi per i vari fondi gestiti. Ne verrà fuori un ente che amministrerà qualcosa come 400 milioni di fondi regionali. Prevista in Finanziaria anche la chiusura dell’Esa e un budget di poco meno di 200 milioni per l’assistenza ai disabili.

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