Sabato, 14 Dicembre 2019
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LA MANOVRA

Legge di stabilità, Padoan: "Pressione fiscale scende al 44,2%"

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan

ROMA. «Con questa manovra la pressione fiscale scenderà dal 44,2 per cento ora previsto nei tendenziali al 42,4%». A dirlo è il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan durante un forum con il Sole 24 Ore, oggi in apertura di prima pagina del quotidiano economico-finanziario. Quanto ai tagli di spesa, «c'è una spending review con interventi strutturali per oltre 5 miliardi. Una cifra inferiore a quella indicata nel Def perchè manca il taglio delle tax expenditures. Si è trattato di una scelta politica, perchè ridurre le spese fiscali vuol dire aumentare le tasse».

Spiega che anche la riforma della P.a. contribuirà a tagliare la spesa pubblica «perchè cambia il modo di funzionare della macchina dello Stato». «Questa manovra - afferma il ministro - è espansiva e allo stesso tempo di risanamento». «Nel 2016 l'indebitamento netto scende al 2,2% e il debito scende dopo molti anni di crescita». Più dei tassi sul debito, dice Padoan, «in questa fase mi preoccupa l'inflazione, troppo bassa malgrado il quantitative easing della Bce». Padoan torna poi sulle banche italiane, sottolineando di ritenere «che ci vogliano banche più forti e possibilmente più d'una. Mediamente più grandi e mediamente più d'una», che abbiano un mercato in Italia e all'estero. «Spero», aggiunge Padoan, che le banche «si rendano conto che il mondo è cambiato».

Quanto al nuovo limite del tetto del contante, «nel caso del contante io ho cambiato idea. Rivendico il diritto a farlo. Dopo aver esaminato meglio la questione, l'evidenza mi dice adesso che non c'è una correlazione tra il limite al contante e la dimensione dell'economia sommersa». Se mi hanno sorpreso gli attacchi alla manovra dall'interno del Pd? «Da quando faccio questo mestiere mi sorprendo sempre meno». Le mie parole su una storia pluriennale della politica economica del governo e un paragone con Ciampi? «Lui aveva il Trattato di Maastricht come riferimento». «Io - dice Padoan - ho in mente un'altra grandezza» che per me «segnerà più o meno il successo di un'azione pluriennale, ed è l'occupazione».

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