Martedì, 26 Gennaio 2021
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IL MONITO

Il cardinale Bagnasco: "Si faccia di più per lo Stato sociale"

Lo ha detto il presidente della Cei ieri sera durante il tradizionale Te deum di fine anno

GENOVA. «Non basta inasprire il regime fiscale senza produrre nuova ricchezza e ridistribuirla equamente. Non basta incassare se non si investe fortemente per innovare e cercare nuove eccellenze, per inventare con l'aiuto dei giovani che hanno preparazione e creatività». Lo ha detto il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ieri sera durante il tradizionale Te deum di fine anno.

«Non basta tappare i debiti, più o meno voraginosi, vendendo i gioielli di casa frutto della  intelligenza e della lungimiranza dei nostri padri, perchè una volta ripianati i debiti se si riesce a ripianarli, si resta con niente in mano, nè strutture nè professionalità, in balia di chi guarda all'Italia come ad una preda succulenta e ambita, da spolpare».

«Alla fine di queste operazioni di vero azzardo - ha proseguito il cardinale - si resta con dei pezzi in mano, pezzi che, scollati gli uni dagli altri, diventano sempre più deboli per essere azzannati in un secondo tempo».

Il giorno di Natale il porporato aveva lanciato l'allarme sullo stato sociale: «Lo Stato sociale è veramente ai
minimi termini. Cerchiamo di fare tutto, come società civile e come Chiesa, per costruire una rete di solidarietà senza
aspettare tutto dall'alto ed è giusto. Ma le istituzioni pubbliche devono 'fare i miracolì perchè lo Stato sociale sia molto più incisivo». E un monito anche sulla corruzione: «Non dobbiamo lasciarci deprimere. Il rischio che vedo è che le persone oneste, che sono la stragrande maggioranza, si sentano umiliate e offese da questi cattivi esempi e non deve essere così».    L'augurio agli italiani, aveva detto Bagnasco, «è quello di non deprimersi, di non demoralizzarsi di fronte a tanti cattivi esempi di malcostume e di corruzione che vorrebbero deprimere l'anima del nostro popolo. Non dobbiamo permettere questo. Ho visto che la nostra gente e il nostro popolo sono fatti di persone oneste, laboriose, geniali, dedite alla propria famiglia e al proprio lavoro. Questa è la vera realtà».

© Riproduzione riservata

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