Mercoledì, 11 Dicembre 2019
stampa
Dimensione testo
CENTRO STUDI RICERCHE

Pil in calo in Sicilia, ma segnali positivi dall'agroalimentare

La regione risulta più specializzata dell'Italia nella filiera dell'agroalimentare, del legno, della gomma, della plastica e dei mezzi di trasporto.

PALERMO. Il Pil in Sicilia nel 2013 è stato pari a 81,4 miliardi di euro, il 23,1% dell'intero prodotto interno lordo meridionale, e in flessione del 2,7% rispetto al 2012. Le previsioni sul Pil 2014 per la Sicilia indicano un ulteriore calo di circa l'1,3%. Quello pro-capite è ancora troppo contenuto essendo pari a 16 mila e 152 euro, inferiore alla media del Mezzogiorno e molto al di sotto dell'Italia.

In crescita il settore dell'agricoltura con un +2,9%, in controtendenza rispetto al Sud e all'Italia mentre perde ancora, -9,6%, quello delle costruzioni. La produttività regionale resta superiore al Mezzogiorno anche se inferiore all'Italia.

È quanto emerge dal report del centro studi ricerche Mezzogiorno (Srm), collegato al gruppo Intesa Sanpaolo e dedicato all'economia del Mezzogiorno. Lo studio conferma come, nel complesso, la Sicilia è interessata dall'indebolimento del generale quadro congiunturale pur mantenendo, nell'ambito del Mezzogiorno, livelli significativi in termini di Pil, occupazione ed imprese con valori superiori al 20%.

Secondo il rapporto «la Sicilia ha soprattutto bisogno di ampliare i propri mercati di sbocco irrobustendo il proprio sistema di imprese e puntando maggiormente sulla componente di elevata qualità dei suoi prodotti tradizionali e sull'export puntando anche sulla forte vocazione high tech». «Sempre più, difatti, l'isola - si legge nel dossier - si conferma propensa ad un'attività nei settori innovativi ed in particolare nella filiera Energetica, Farmaceutica ed Elettronica. I suoi porti ed aeroporti potrebbero fornire, se ben integrati con il sistema produttivo e logistico, ulteriore impulso all'economia della regione».

Il numero di occupati ha continuato a diminuire (-1,3%) in tutti i settori, ad esclusione dell'industria. L'incremento del tasso di disoccupazione al 21,2%, tocca punte mai raggiunte risultando superiore sia a quello del Mezzogiorno che a quello nazionale. Nella prima parte del 2014 è proseguita la fase ciclica negativa dell'imprenditoria siciliana anche se prosegue la ristrutturazione del sistema industriale grazie all'incremento significativo delle società di capitale (+4,6% a 48.970); in base ai dati relativi al II trimestre del 2014, in Sicilia sono attive 370.727 imprese, pari al 22,1% del totale delle imprese attive nel Mezzogiorno.

Dalla fotografia sull'imprenditoria manifatturiera siciliana emerge che la regione risulta più specializzata dell'Italia nella filiera dell'agroalimentare, del legno, della gomma, della plastica e dei mezzi di trasporto. Nelle prime due filiere presenta, nonostante la crisi, anche un numero di imprese molto elevato che sfiora il 40%.

Nel prossimo biennio si prevede per l'economia della Sicilia un trend in lieve ripresa. In particolare le previsioni di Pil fanno ipotizzare un 2015 in aumento dello 0,1% mentre una crescita maggiore (0,6%) è prevista per il 2016.

L'andamento dell'export siciliano sarà fortemente condizionato dal settore energetico ed in particolare verrà influenzato dalle fluttuazioni di prezzo dell'oil, pertanto, si prevede una lieve flessione (-0,1%) nel 2015 cui seguirà una ripresa intorno al 2,5% nel 2016. È quanto emerge dal report di Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X