Lunedì, 27 Giugno 2022
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L'INTESA

Il frammento del Partenone prestato dalla Regione resterà sempre in Grecia

Sicilia, Cultura
L'allestimento al Museo Salinas di Palermo

Potrà restare per sempre in Grecia il cosiddetto «Reperto Fagan», il frammento della lastra appartenente al fregio orientale del Partenone che raffigura il piede di Artemide (Dea della Caccia) seduta in trono. Il governo della Regione Siciliana, con delibera di giunta, ha dato il proprio consenso alla cosiddetta «sdemanializzazione» del bene, cioè l’atto tecnico che si rendeva necessario per la restituzione definitiva del frammento.

Nelle settimane precedenti era arrivato il via libera dell’Avvocatura Generale dello Stato alla procedura di «sdemanializzazione» da parte della Sicilia ai fini della restituzione alla Grecia e l’ok del ministero della Cultura sulla competenza della Regione Siciliana a procedere in tal senso. Si attende adesso solamente il «nulla osta» finale del MiC che, a questo punto, potrebbe arrivare in tempi molto rapidi. La Sicilia fa, così, da apripista al ritorno in Grecia dei reperti del fregio del Partenone, dando il proprio contributo determinante al dibattito in corso da tempo. Ad avviare il percorso presso il ministero della Cultura era stata proprio la regione Sicilia che, su proposta dell’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, aveva inoltrato la richiesta al «Comitato per il recupero e la restituzione dei Beni Culturali» istituito presso lo stesso ministero. Un atto fortemente voluto dallo stesso assessore Samonà, insieme al governatore Nello Musumeci, e condiviso con il ministro greco della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni.
Il reperto archeologico, giunto all’inizio del XIX secolo nelle mani del console inglese Robert Fagan in circostanze non del tutto chiarite, alla morte di questi fu lasciato in eredità alla moglie che, successivamente, lo vendette tra il 1818 e il 1820 al Regio Museo dell’università di Palermo, di cui il museo archeologico regionale «Antonino Salinas» è l’odierno epigono. Dallo scorso 10 gennaio, il frammento si trova già al museo dell’Acropoli di Atene, dove nel corso di una cerimonia, a cui ha preso parte il premier greco Kyriakos Mitsotakis, è stato ricongiunto al fregio originale da cui era stato asportato.

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