Venerdì, 28 Gennaio 2022
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L'INTERVISTA

Zucchero ai microfoni di Rgs, la forza del cambiamento nel nuovo album

di
musica, Zucchero Fornaciari, Sicilia, Cultura
Zucchero e Sting

Sei inediti, tra i quali c’è «September» con Sting, scritti, sistemati, arrangiati e prodotti a distanza tra marzo e ottobre. «L’idea è stata quella di volgere in positivo questo periodo infernale. Noi eravamo già in prova, nel mood del tour, 150 date già fissate: stavamo cadendo in malinconia e io ho reagito alla mia maniera. Mi sono chiuso nello studio e ho iniziato a scrivere». Chi racconta è Zucchero Sugar Fornaciari, ai microfoni di Rgs: l’intervista, condotta da Marina Mistretta, sarà trasmessa oggi alle 9 e domani alle 6 e alle 17, per lo Speciale Weekend.

Zucchero inizia a raccontarsi a partire, appunto, dal neonato «D.O.C. Deluxe». E da September. «Non c’è mai niente di pianificato quando lavoro con Sting – racconta Zucchero –, lui in estate era in Toscana, allora era convinto che l’Italia fosse il Paese più sicuro per il Covid: mi ha chiamato per chiedermi di scrivere un testo in italiano per una melodia mediterranea, canzone che aveva appena composto. Speravamo in una pioggia autunnale, purificatrice che potesse pulire un po’ tutto». È venuta fuori September, prodotta dallo stesso Sting e mixata dal quattro volte vincitore di Grammy, Robert Orton. «Sting - continua Zucchero - ha deciso di metterla nel suo album di duetti e io la pubblico nel mio nuovo “D.O.C.”». Zucchero e Sting si conoscono da trent’anni, «sono il padrino di sua figlia Coco, ci sentiamo spesso, abbiamo fatto tante cose insieme in passato, da “Muoio per te” in poi».

Oltre al singolo con l’ex Police, l’album «D.O.C. Deluxe» contiene cinque nuove canzoni e tutti i brani del precedente «D.O.C.», tra le altre Spirito nel buio, Cose che già sai, Testa o croce, Freedom, My Freedom, Don’t Cry Angelina. Zucchero parla anche di «Soul mama», il suo terzo singolo, la cui uscita è coincisa con il lockdown. «Quando ho dovuto interrompere il tour, ci siamo sentiti soli. Non soltanto senza il pubblico, ma senza i tanti tecnici che viaggiano con noi. Ragazzi giovani che si fanno un mazzo così per permetterci di andare in scena. Sono stati più penalizzati di noi artisti, hanno famiglia e non hanno ricevuto alcun sostegno. I diritti di “Soul mama” sono andati a loro». Ma la situazione resta pesante. «Se non ripartiamo entro il prossimo anno, molti cambieranno lavoro. Sembrava uno stop momentaneo, nessuno si aspettava che durasse tanto. I nostri ragazzi sono a casa e aspettano. Ed è una situazione che colpisce l’intero mondo dello spettacolo».

Appena si riprenderà, Zucchero partirà in tour: 14 date all’Arena di Verona, tra aprile e maggio – Covid permettendo - e poi via in giro per il mondo. Zucchero (Adelmo Fornaciari) nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l’album «Oro, incenso & birra». Oltre a essere il primo artista occidentale ad essersi esibito al Cremlino dopo la caduta del Muro di Berlino, Zucchero è anche l’unico italiano ad aver partecipato a Woodstock 1994, in occasione del venticinquesimo anniversario dello storico festival del 1969, al Freddie Mercury Tribute nel 1992 e a tutti gli eventi del 46664 per Nelson Mandela. «È importante essere in certi posti in precisi momenti - dice -: chi mi conosce e ha seguito la mia carriera, sa che possiedo due facce, una romantica e un’altra melodico/intimista. Le mie ballate sono mediterranee, i ritmi blues attingono alla musica afroamericana. Sono sempre stato tra sacro e profano, la critica all’inizio non mi capiva, mi voleva incasellare, costringere in uno stile: io invece mi sento cittadino di un mondo bello, pulito, in cui possono coesistere mille diverse anime e modi di essere. Bob Dylan ha intitolato il suo ultimo brano, che ho amato moltissimo, “I Contain Multitudes”: ecco, la verità di questo nostro mondo moderno sta lì». A proposito di suoni, «Facile» – uno dei sei inediti di «D.O.C. Deluxe» – è quello più disarmante, diretto, affettuoso. «L’idea di questo pezzo nasce dalla straordinaria accessibilità della musica: non hai bisogno di pensare, lasciateci amare la musica».

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