Lunedì, 24 Febbraio 2020
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LA MOSTRA

L'arte e la bellezza, la maestria orafa di Buccellati alla Venaria di Torino

In esposizione dal 21 marzo, primo giorno di primavera, nei saloni di quella che è diventata una delle mete italiane preferite dai turisti, un centinaio di esemplari unici per raccontare, in modo antologico, 70 anni di carriera di uno dei grandi gioiellieri italiani dallo stile inconfondibile

TORINO. Una mostra sull'eccellenza italiana, quella tanto amata all'estero. Nell'anno di Expo 2015 la Reggia di Venaria inaugura la sua nuova stagione con 'L'Arte della bellezza. I gioielli Gianmaria Buccellati'. In esposizione dal 21 marzo, primo giorno di primavera, nei saloni di quella che è diventata una delle mete italiane preferite dai turisti, un centinaio di esemplari unici per raccontare, in modo antologico, 70 anni di carriera di uno dei grandi gioiellieri italiani dallo stile inconfondibile.

Dopo una prima sezione dedicata all'eredità creativa paterna (1919-1965), con l'esposizione dei gioielli dal gusto déco di Mario Buccellati, si passa al corpus centrale mirato a raccontare l'avventura autonoma del figlio Gianmaria (1965-2000). Chiude il percorso un'ultima sezione dedicata alle preziosissime coppe delle Collezioni di Boscoreale e degli Oggetti Preziosi (2000-2015), creazioni che Gianmaria realizzò con finalità puramente artistica e che oggi sono esposti, in modo permanente nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, a Firenze. Al primo piano della Reggia, in teche a prova di sicurezza, si possono così ammirare oggetti rari come la Coppa del Sacro Graal, summa estetica dello stile Buccellati in cui vengono adoperate quasi tutte le tecniche orafe antiche e che lui come il padre, ha saputo rivitalizzare.

Oppure la Spilla Gran Dama, allegoria della fecondità, realizzata nel 2003 con l'impiego di una rarissima perla Melo Melo dei mari del Vietnam. Ancora, i raffinati e famosi gioielli a 'tulle' e quelli nati su ispirazione di gemme inusuali, come le perle barocche della collezione Animalier, gli anelli in fibrolite o alessandrite. "I gioielli in mostra - spiega la curatrice Chiara Tinonin - sono la voce di Gianmaria Buccellati. Raccontano la sua ricerca del bello, la maestria delle sue mani, la fantasia di un uomo che girava il mondo alla ricerca delle pietre più preziose. Così tanto da diventare famoso presso tutti i rivenditori di pietre che quando ne trovavano particolarmente rara e bella lo chiamavano subito da qualsiasi parte del mondo". La vita di Gianmaria Buccellati incrocia i luoghi e i protagonisti della moda e della bellezza del secolo scorso, da D'Annunzio ai regnanti dell'epoca.

Oggi negozi Buccellati sono sulle piazze più famose del mondo, come Place Vendome a Parigi, da dove iniziò l'avventura internazionale. L'intera esistenza di Gianmaria Buccellati (uno dei 5 figli di Mario, di cui 4 hanno seguito le orme del padre mentre il quinto, Giorgio, fa l'archeologo in California), è intrecciata con il suo lavoro. "Per lui creare era vivere", dice Tinonin. Ad inaugurare la mostra, oggi c'era anche Giorgio, l' unico dei cinque fratelli ancora in vita. "Questa mostra di grande raffinatezza è mirata ad attirare tanti amanti del bello, non solo donne - dicono Paola Zini e Mario Turetta, presidente e direttore della Reggia di fresca nomina - dimostra quanto possa essere proficua la collaborazione tra i privati ed il pubblico"

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