Mercoledì, 30 Novembre 2022
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L'APPELLO DEI VESCOVI

Brucia anche Taormina, la Chiesa piange: «Una catastrofe in Sicilia, l'uomo ponga fine allo scempio»

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incendi in sicilia, Sicilia, Cronaca
L'incendio in via Bronte a Borgo Nuovo

È una «catastrofe» senza precedenti: così la Chiesa piange la stagione estiva 2022 segnata da rovinosi incendi in Italia e in tutta Europa. In queste ore la regione più devastata dai roghi è la Sicilia: dopo Pantelleria brucia anche l’isola di Lipari. Fiamme hanno lambito anche una delle mete più importanti del turismo isolano: Taormina.

L’appello a fermare i roghi arriva dai vescovi europei. I roghi «hanno distrutto buona parte delle aree verdi del pianeta» e «particolarmente la nostra Europa si è trovata di fronte ad una vera e propria catastrofe ambientale che, nel 97% dei casi, è attribuibile alla mano dell’uomo. Nei 27 paesi dell’Unione Europea, secondo una recente stima, da inizio anno i roghi hanno già devastato un totale di 517.881 ettari contro i 470.359 dell’anno precedente» evidenzia il Consiglio delle Conferenze episcopali europee. «Ma, se la mano dell’uomo è la causa principale di questo stato di cose, fa anche ben sperare che la stessa mano - sottolinea il Ccee - può porre un limite a tutto questo». E dunque i vescovi europei si uniscono all’appello per l’ambiente lanciato da Papa Francesco per la Giornata del Creato che si celebrerà il primo settembre.

La Sicilia devastata dalle fiamme

Tra le regioni italiane che in queste ore hanno maggiormente sofferto la piaga delle fiamme c’è la Sicilia. Un vasto incendio di chiara matrice dolosa, come quello che era divampato martedì scorso a Pantelleria, si è sviluppato a Lipari, la più grande delle isole Eolie, nella frazione di Santa Margherita. Le fiamme hanno lambito pericolosamente le abitazioni di residenti e turisti, ma fortunatamente non si registrano feriti. L’azione immediata di vigili del fuoco, forestale, Protezione civile comunale e volontari, ha impedito che le case venissero avvolte dalle fiamme, sospinte dal vento di ponente. Circa sei-sette ettari di macchia mediterranea e colture sono però andate distrutte. E’ rimasto bruciato anche un deposito dal quale i vigili del fuoco sono riusciti a portare via tre bombole di gas incandescenti prima che esplodessero. I carabinieri hanno avviato le indagini per accertare le responsabilità.

A Taormina brucia l'area destinata a un campo da golf

A fuoco anche l’area dove doveva sorgere il campo da golf in contrada Vareggio della frazione di Trappitello a Taormina. È il secondo rogo che si è verificato in pochi giorni in quella zona.
Un incendio è divampato anche all’interno del Parco archeologico di Selinunte e, prima che si trasformasse in un rogo di vaste dimensioni, uno dei custodi in servizio presso il sito, operatore con drone per conto dell’ente , è riuscito a spegnerlo con gli estintori e ad evitare la catastrofe.
A Palermo le fiamme hanno continuato a bruciare la discarica di Bellolampo, l’impianto di smaltimento di rifiuti gestito dalla Rap, l’azienda municipale del Comune. Si tratta dell’unico incendio rimasto ancora attivo delle decine di roghi divampati nei giorni scorsi quando nel capoluogo siciliano erano stati raggiunti i 45 gradi.

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