Martedì, 16 Agosto 2022
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LA PROTESTA

Stipendi in ritardo e turni massacranti, i lavoratori del 118 pronti a scendere in piazza

La Fials Sicilia chiede un’audizione urgente in commissione Salute all’Ars: da eroi a bastonati
Sicilia, Cronaca
Infermiera 118 si riposa tra un turno e l'altro

Stipendi di luglio in ritardo, turni di lavoro massacranti, persino addebiti in busta paga per danni ai mezzi aziendali. Sono alcune delle criticità evidenziate dalla Fials 118 Sicilia che chiedono un’audizione in commissione Salute all’Ars e si dicono pronti a scendere in piazza per una situazione diventata insostenibile.

«Quanto accade in questi giorni al personale autista soccorritore Seus - scrive il coordinamento regionale Fials 118 - sta incrementando esponenzialmente il carico di stress psicofisico, giunto già a livelli insostenibili. Da eroi a bastonati, questo sta accadendo ai lavoratori del 118 in Sicilia. Ci sentiamo abbandonati soprattutto dalla classe politica dirigente regionale, che fa orecchie da mercante alle reiterate richieste di audizione volte a chiedere migliori condizioni lavorative e tutto ciò che spetterebbe a questi lavoratori».
Tra le criticità riscontrate ci sono «il ritardo del pagamento della retribuzione relativa al mese di luglio, comprensiva di incentivi e rimborsi Irpef, la contrattazione decentrata interrotta, in cui sono in ballo i nuovi istituti previsti dal recente rinnovo del contratto collettivo e quelli inseriti all’interno della stessa contrattazione come i buoni pasto, i livelli di fascia, la pronta disponibilità, che doveva portare alla stipula del contratto integrativo aziendale».
E ancora, la Fials ricorda «il mancato rinnovo del contratto di servizio scaduto il 31 dicembre scorso, la palese carenza di personale, soprattutto nella Sicilia orientale, che aumenta il grado di stress psicofisico. A tutto questo - prosegue la Fials - si aggiunge una ulteriore incombenza a carico delle postazioni medicalizzate con infermiere, che anche in caso di assenza di personale sono obbligate a proseguire il servizio con equipaggio ridotto a due elementi, nonostante le normative e decreti vigenti impongano una composizione minima di tre».

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