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Superato il picco di Omicron 5, ma in Italia arriverà Centaurus: sintomi e conseguenze

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Il reparto Covid del pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore e Oglio Po di Cremona

Omicron 5, così come previsto dai virologi, avrebbe superato il picco ma all'orizzonte ecco che in Italia incombe una nuova sottovariante, Centaurus, già presente in alcuni Paesi europei.

La sottovariante Centaurus

La sottovariante è stata denominata BA.2.75, anche detta “Centaurus” ed è stata isolata in almeno 15 Paesi. Sarebbe in arrivo anche in Italia e questo a causa del livello molto alto di contagiosità. Ed è proprio dai primi dati analizzati nel Regno Unito e in India che appare evidente che questa sottovariante BA.2.75, sia più contagiosa. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha infatti evidenziato come caratteristiche la maggiore capacità di diffusione e di schivare le difese immunitarie. Quest'ultimo aspetto vuol dire che le persone che si sono infettate negli ultimi 2-3 mesi hanno la possibilità di reinfettarsi con la nuova variante, quindi si ha un'immunità ristretta come anche succede con Omicron.

La forza di Centaurus

Questa nuova sottovariante Centaurus, malgrado sia molto contagiosa, non è aggressiva e non aumenta la possibilità di contrarre la malattia in forma grave. Ovviamente occorre che le persone "fragili" prestino massima attenzione perchè contagiandosi potrebbero sviluppare una forma più grave della malattia.

Centaurus, quando arriverà in Italia

Secondo il virologo Pregliasco prima che arrivi Centaurus dovrà concludersi l'ondata di Omicron 5. Solo a quel punto prenderà il sopravvento la nuova sottovariante. Quindi si presume che a fine estate Centaurus comincerà a essere un ceppo sempre più prevalente rispetto agli altri.

Centaurus, i sintomi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo la variante BA.2.75 sotto osservazione e non ha formalizzato indicazioni specifiche di una sua maggiore trasmissibilità o di un possibile impatto mediamente più pesante nei sintomi anche sulle persone vaccinate. Questi cambiano in base alla gravità della malattia: dall'assenza di sintomi, a tosse, raffreddore, febbre, debolezza, affaticamento, dolore muscolare, fino ad arrivare a complicazioni respiratorie acute. Sembrano essere in numero ridotto i casi di polmonite, sempre rispetto agli altri ceppi. Per il virologo Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, "Omicron ha ridotto il problema clinico di Covid-19, l'ha derubricato a un'infezione delle vie aeree superiori. Che ci sia qualche polmonite non c'è dubbio. Ma sui morti che oggi conteggiamo, io ho sempre la stessa idea: penso che i numeri che raccogliamo siano sovradimensionati, perché, se muore una persona con un carcinoma gastrico e nel frattempo era positiva a Omicron, questo caso viene ascritto ai morti Covid. Premesso tutto questo, ribadisco dico che le varianti continueranno a esserci. In questo momento Sars-CoV-2 è in una fase di transizione, da virus pandemico a endemico. Ancora non è stabile, questo possiamo dirlo. Questa infezione rimarrà con ondate sempre meno virulente. Ma ne arriverranno altre".

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