Mercoledì, 07 Dicembre 2022
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NEL CESENATE

Si ribalta il bus coi profughi ucraini: muore una mamma di 32 anni, i figlioletti affidati ai parenti

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La fuga dai carri armati, dalle bombe, dall’incubo della guerra che sta martoriando la loro Patria è finita con una tragedia per un gruppo di ucraini che si trovava a bordo di un pullman diretto a Pescara, ribaltatosi questa mattina in A14 all’altezza di Cesena. Una donna, una mamma di 32 anni, che stava viaggiando con loro è morta. Salve le altre 21 persone. A bordo c'erano anche i due bambini della donna morta, di 10 e 5 anni.

Il dramma si è verificato attorno alle 6.30 al chilometro 101 tra i caselli autostradali di Cesena Sud e Valle Rubicone. L'autobus, con targa ucraina, era partito dal Paese sotto attacco - dalla città di Chmel'nyc'kyj - trasportando inizialmente 54 persone, circa metà delle quali scese nelle tappe concordate. Profughi di guerra che come tanti avevano deciso di lasciare in fretta e furia il proprio Paese per raggiungere parenti sparsi per l’Europa.

Il pullman aveva fatto ingresso in Italia attraverso la frontiera di Trieste. La sua destinazione finale doveva essere Pescara dopo una serie di soste. Ma a un certo punto, per cause ancora da accertare, il conducente ha perso il controllo del mezzo, il quale è finito fuori dalla carreggiata, sopra un fossato, ribaltandosi nella campagna del Cesenate. A bordo in quel momento c'erano 22 persone. L’impatto è risultato fatale alla donna - rimasta incastrata sotto il veicolo adagiato su un fianco fuori dalla carreggiata - che, come tante sue connazionali, stava fuggendo dalle incursioni dell’esercito russo con i suoi figli per raggiungere i familiari all’estero. La maggior parte dei passeggeri sono stati in grado di uscire dal veicolo ribaltato prima dell’arrivo dei soccorsi, e molti si sono fatti venire a prendere sul luogo dell’incidente dai propri conoscenti. Gli altri sono stati condotti presso il locale reparto della polizia stradale per l’identificazione, e qui sono stati rifocillati con cornetti e bevande calde. I malcapitati hanno infatti passato diverso tempo al gelo, quando la temperatura era un paio di gradi sotto lo zero. Anche questi passeggeri sono poi stati raggiunti in auto da amici e conoscenti residenti sul territorio nazionali che li hanno portati via con loro.

In strada sono state impegnate, nelle operazioni di soccorso, più di 30 persone tra vigili del fuoco, - intervenuti con due autogru - uomini della polizia stradale e dei soccorsi meccanici e sanitari oltre a due squadre della direzione 3/o Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia, che hanno assistito i passeggeri del bus fornendo acqua, cibo e generi di conforto, in attesa dell’arrivo di un mezzo sostitutivo. I feriti sono stati cinque, i quali sono stati sottoposti a degli accertamenti presso il vicino ospedale di Cesena, ma nessuno avrebbe riportato gravi conseguenze.

Nel nosocomio sono stati condotti anche i due figli della vittima, i quali sono poi stati raggiunti dalla zia, dalla prozia e dalla nonna paterna. Rimasti orfani di madre, i due minori sono stati assegnati alle parenti. Un dramma nel dramma, di cui ancora non si conosce spiegazione, dato che il mezzo non ha impattato con nessun altro veicolo. I test tossicologici sul conducente sono risultati negativi e l’ipotesi più probabile resta quella di un colpo di sonno dopo il lungo viaggio dall’Ucraina. Sull'autobus era presente anche un secondo conducente.

 

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