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Criminalpol: Matteo Messina Denaro e il palermitano Motisi tra i sei latitanti più pericolosi

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Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro e il palermitano Giovanni Motisi tra i sei latitanti di "massima pericolosità" inseriti nell’elenco della Criminalpol. Gli altri "top most wanted" sono Graziano Mesina (Sardegna), Renato Cinquegranella e Raffaele Imperiale (camorra) e Attilio Cubeddu (responsabile di gravi delitti). Il dato è contenuto nel report redatto dalla direzione centrale della Polizia criminale 'Latitanti di massima pericolosità e pericolosi: attività del Gruppo integrato interforze per la ricerca e l’arresto di latitanti nel periodo 2010 -2020. L’elenco dei latitanti pericolosi include, attualmente, 62 persone, di cui 18 affiliati alla 'ndrangheta, 3 alla camorra, 4 alla criminalità pugliese, 2 a cosa nostra, 2 all’area dei sequestri di persona e 33 responsabili di «gravi delitti». Dal 2010 al 2020 sono stati assicurati alla giustizia 22 latitanti di massima pericolosità (di cui 17 arrestati in Italia) e 110 latitanti pericolosi (di cui 69 in Italia).

Di Matteo Messina Denaro si è scritto tanto in questi anni. Meno noto al pubblico - ma non di certo agli inquirenti - è invece Giovanni Motisi. Negli ultimi anni il nome dello storico boss di Pagliarelli condannato all’ergastolo, ricercato dal 1993 e sparito nel nulla nel 1998, è tornato al centro delle attività investigative nelle operazioni antimafia. Qualcuno ne ha anche ipotizzato la morte, ma della sua soppressione non c’è alcuna certezza. Nessuno dei collaboratori di giustizia ha mai fornito notizie su questo argomento. Al contrario, nelle intercettazioni e nelle dichiarazioni dei pentiti, inserite nel blitz dei carabinieri che ha portato all’arresto del nuovo boss Giuseppe Calvaruso, si torna a parlare del vecchio capomafia di Pagliarelli, noto anche come ’u Pacchiuni. «Mentre eravamo detenuti in carcere – dichiara il pentito Filippo Bisconti, ex capomandamento di Belmonte, nell’interrogatorio dell’11 aprile 2019 – (Calvaruso) mi diceva che si accompagnava a Giovanni Motisi, il latitante». In un altro passaggio – conversazione intercettata l’1 ottobre 2016 – è lo stesso Calvaruso a vantarsi con un imprenditore di Bagheria della sua vicinanza al boss, precisando che lui e Vincenzo Cascino erano «gli unici autorizzati a incontrare il latitante (...), da cui era solito ricevere istruzioni e direttive».

Dal 2010 al 2020 sono stati assicurati alla giustizia 22 latitanti di massima pericolosità (di cui 17 arrestati in Italia) e 110 latitanti pericolosi (di cui 69 in Italia). Tra i restanti, localizzati in Paesi europei e extraeuropei, spiccano gli arresti nell’ultimo anno di due esponenti di rilievo della 'Ndrangheta, Francesco Pelle e Rocco Morabito, entrambi inseriti nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal report redatto dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale "Latitanti di massima pericolosità e pericolosi: attività del Gruppo integrato interforze per la ricerca e l’arresto di latitanti nel periodo 2010 -2020", pubblicato sul sito del Viminale, come sintesi dell’attività svolta dal Gruppo integrato interforze per la ricerca dei latitanti (Giirl).

L’organismo rappresenta una best practice italiana con compiti di raccogliere, analizzare e sintetizzare le informazioni sul grado di pericolosità dei soggetti. E’ presieduto dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza e direttore centrale della Polizia Criminale, Vittorio Rizzi e composto dai rappresentanti dei comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, della Direzione investigativa antimafia, della direzione centrale per i Servizi Antidroga e della direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato, oltre che dell’Aisi e dell’Aise, con il coordinamento del Servizio analisi criminale della Criminalpol.

Nel febbraio 2020, la composizione del Gruppo è stata ulteriormente ampliata includendo la partecipazione degli esperti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia dislocati in oltre 60 paesi del mondo. Una dimensione internazionale ulteriormente rafforzata con l’avvio, nel luglio 2020, del progetto I-CAN "Interpol Cooperation against 'ndrangheta", per accrescere la cooperazione tra le Polizie degli 11 Paesi aderenti, oltre all’Italia, agevolare l’identificazione di capitali illeciti, la localizzazione e l’arresto dei latitanti. Il Gruppo, dal 2010 al 2020, ha provveduto ad inserire negli elenchi, 97 persone di cui 9 qualificate di massima pericolosità (5 affiliati alla 'Ndrangheta, 2 alla Camorra e 2 alla criminalità pugliese), 88 pericolosi (33 appartenenti alla 'Ndrangheta, 31 alla Camorra, 5 a Cosa Nostra e 19 responsabili di "gravi delitti"). Attualmente, nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità ne sono presenti sei: 2 appartenenti a Cosa Costra (Matteo Messina Denaro e Giovanni Motisi), 2 alla Camorra (Renato Cinquegranella e Raffaele Imperiale) e 2 responsabili di "gravi delitti" (Attilio Cubeddu e Graziano Mesina).

Per quanto riguarda, infine, i latitanti pericolosi, l’elenco include, attualmente, 62 persone, di cui 18 affiliati alla 'Ndrangheta, 3 alla Camorra, 4 alla criminalità pugliese, 2 a Cosa Nostra 2 all’area dei sequestri di persona e 33 responsabili di "gravi delitti".

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