Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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L'INDAGINE DELLA PROCURA DI TERMINI IMERESE

Il prete di Caltavuturo arrestato, misteriosa irruzione in chiesa e in casa di don Esposito

Hanno divelto una porta secondaria e sono entrati nella chiesa di San Feliciano di Magione e nella casa del sacerdote di Caltavuturo arrestato nei gioni scorsi  per induzione alla prostituzione: i locali sono stati messi tutti a soqquadro, ma non sarebbe stato rubato nulla. In particolare non mancano soldi e oggetti di valore.

È giallo sul «raid» compiuto nella notte fra venerdì e ieri nel complesso parrocchiale. «Una ferita che dopo questo ultimo episodio si è ulteriormente aggravata», ha commentato oggi il vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, monsignor Marco Salvi, che nella chiesa di San Feliciano ha celebrato la prima messa domenicale dopo l’arresto del sacerdote - ora rinchiuso nel carcere di Spoleto - e l’incursione notturna. In molti hanno partecipato alla celebrazione e l’invito del vescovo è stato quello di «levare lo sguardo a Cristo perché lui è l’unico che può sanare le ferite di questa comunità».

Monsignor Salvi nella sua omelia non è entrato nel merito della vicenda che ha portato all’arresto del parroco, don Vincenzo Esposito, dopo le indagini condotte dai carabinieri di Termini Imerese, coordinati dalla procura di Palermo. Secondo l’accusa, avrebbe chiesto video e foto hard ad alcuni ragazzi siciliani, anche minorenni, in cambio di soldi e regali. E non ha parlato, monsignor Salvi, dell’incursione nella chiesa e nella casa del sacerdote dove qualcuno è entrato forzando una porta di servizio, utilizzata generalmente per l’ingresso dei disabili, chiusa dall’interno con una spranga di ferro. Dopo aver successivamente divelto anche la porta di ingresso dell’abitazione, i responsabili di questo episodio sono arrivati fino alle stanze private del sacerdote. Hanno messo a soqquadro l'intero complesso parrocchiale, aperto le teche e gli oggetti sacri, ma, come detto, al momento apparentemente non sembrerebbe mancare nulla. Hanno aperto - si è appreso - e lasciato sul posto anche il contenitore degli oli sacri.

Ad accorgersi dell’accaduto è stato il diacono che ogni mattina si reca nella cappellina a recitare le lodi. La diocesi ha presentato una denuncia per violazione di domicilio. «Un episodio inquietante», commentano in molti in paese, mentre vanno avanti le indagini condotte dalla polizia municipale di Magione. Il vescovo ausiliare ha voluto oggi ulteriormente testimoniare la vicinanza dei vertici dell’archidiocesi alla comunità, dopo la prima visita alla parrocchia del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che in quella occasione aveva chiesto ai fedeli: «Chi sa parli».

 

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