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Astrazeneca, l’Umbria blocca i richiami per gli under 60. Galli: seconda dose non indispensabile

Caos Astrazeneca. In attesa che il Comitato tecnico scientifico ridefinisca i criteri di somministrazione alla popolazione under 60 del vaccino anglo-svedese, ecco che ci si chiede se chi ha fatto la prima dose ed è giovane dovrà fare anche la seconda con lo stesso siero. "Molte delle persone che recentemente si sono vaccinate con AstraZeneca, se hanno sviluppato gli anticorpi, non è indispensabile che facciano la seconda dose". È il parere di Massimo Galli, docente di Malattie infettive all’università di Milano e direttore di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

L’esperto, che ha parlato nel corso della trasmissione Unomattina, ha ricordato che "Astrazeneca fu progettato inizialmente per un’unica dose, poi si vide che aveva margini abbastanza importanti di mancato successo e allora fu impostato con due dosi che complessivamente davano successo maggiore. Ma nella maggioranza di coloro che fanno la vaccinazione - conclude Galli - anche la singola dose è in grado di sviluppare una risposta immunitaria importante".

A rassicurare chi deve fare i richiami con il vaccino AstraZeneca, durante la trasmissione Agorà, su Rai Tre, è stato Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano: "Ad oggi nessun caso di trombosi c'è stata con le seconde dosi di vaccino. Le indicazioni sono quelle che la seconda dose può essere fatta proprio perché non c'è stato nessun caso di complicanza grave verificatosi con le somministrazioni successive alla prima. È probabile - ha aggiunto - che nel futuro si definisca, come si sta già studiando, la possibilità di mixare la vaccinazione, quindi in caso di una futura non disponibilità del vaccino Astrazeneca, e seconde dosi potranno esser fatte con Pfizer o Moderna". Quello di Camilla, la 18enne ligure, ha ricordato Pregliasco, è il "quinto decesso potenzialmente attribuibile in modo un po' più strutturato ai vaccini anti-Covid di cui uno con vaccino a mRna e quattro con Astrazeneca" rispetto a milioni di dosi somministrate. I dati, mostrano, ha concluso, "che la probabilità di morte di soggetti vaccinati complessivamente è minore rispetto alla popolazione generale".

Intanto, l'Umbria ha deciso di sospendere "precauzionalmente" per "la giornata odierna" le somministrazioni di seconde dosi di vaccino AstraZeneca a tutti i soggetti di età inferiore a 60 anni. La decisione è stata annunciata dal commissario per l'emergenza Covid in Umbria, Massimo D’Angelo, in attesa del pronunciamento del Comitato tecnico scientifico (Cts) anche sul possibile cambio di farmaco per i richiami. La Regione ha spiegato che "a seguito della decisione formale del Cts verranno rese note le indicazioni su come concludere il ciclo vaccinale dei cittadini sotto i 60 anni già vaccinati con prima dose AstraZeneca".

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