Domenica, 13 Giugno 2021
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MASSA

Coronavirus, le iniettano 6 dosi di vaccino Pfizer per errore: ricoverata in osservazione

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Una dose di vaccino

Le somministrano per errore sei dosi di vaccino contro il Covid, 23enne ricoverata in osservazione all’ospedale di Massa (Massa Carrara). La giovane, riferisce stamani la Asl dopo che la vicenda è stata raccontata dalla Nazione, è rimasta monitorata tutta la notte, non ha avuto sintomi né manifestato allergie. Secondo la Asl le sue dimissioni dovrebbero avvenire entro oggi.

Dopo la somministrazione del vaccino, avvenuta ieri all’ospedale Noa di Massa, la 23enne, che essendo una tirocinante in psicologia rientra tra le persone di ambito sanitario da vaccinare, è tornata a casa. Solo successivamente gli addetti alla somministrazione si sono accorti che alla giovane le era stata iniettata una intera fiala di Pfizer, il corrispettivo di sei dosi di vaccino. Richiamata d’urgenza al telefono i medici hanno deciso per il ricovero.

La 23enne è stata poi dimessa in mattinata. La Usl conferma che non ci sono stati effetti collaterali al sovradosaggio: la giovane ha avuto i classici sintomi del post vaccinazione, febbre, dolori alle ossa e dolore al braccio. Intanto la madre spiega che «non abbiamo intenzione di procedere per vie legali. Non vogliamo rovinare la vita a nessuno, è stato un errore umano e visto che mia figlia sta bene e che presto lavorerà proprio nella Usl, desideriamo manifestare fiducia nel sistema sanitario e ringraziare chi ci sta supportando in questa fase delicata. Abbiamo avuto paura questo sì - aggiunge la donna -, perché nessuno sa cosa potrebbe succedere al suo fisico in futuro».

La Usl Toscana nord ovest ha spiegato che «la giovane verrà monitorata nei prossimi mesi dal Careggi di Firenze, a cui verranno inviate le analisi del sangue della ragazza ogni settimana. Non sappiamo ancora - ha spiegato Antonella Vincenti, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Noa di Mass - quale effetto avrà la sovradose sul sistema immunitario della ragazza; dobbiamo consultarci per capire se sarà necessario il richiamo, oppure se la paziente dovrà essere trattata come un soggetto che non ha mai ricevuto nessuna dose. Una eventualità molto probabile».

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