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Zona rossa a Natale, Speranza e gli esperti: "Chiudere presto per evitare la terza ondata"

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza

Il Comitato tecnico scientifico lo ripete da un paio di giorni, adesso altre voci del mondo scientifico e anche il ministro della Salute vanno nella stessa direzione: l'Italia va chiusa per evitare la terza ondata di contagi da Coronavirus.

Roberto Speranza ribadisce che le due settimane di vacanze da Natale alla Befana saranno "il periodo più complicato, in cui il tasso di relazioni e spostamenti si alza di molto. Ascolteremo con grande attenzione i nostri scienziati e l'auspicio è che nel giro di poco tempo si possano assumere ulteriori misure, in grado di scongiurare una ipotetica terza ondata. Se ci fermiamo e molliamo, la curva del virus può tornare a salire". "Quando tutti mi dicevano 'bisogna aprire', io invitavo alla cautela - fa presente il ministro - nelle ultime ore poi, quando ho visto che Merkel in Germania ha deciso il lockdown totale e così stanno facendo Londra e l'Olanda, mi sono convinto ancora di più che in questa fase serva tenere alta l'asticella del rigore. Se non vogliamo precipitare nella terza ondata dobbiamo accettare misure di contenimento ancora più rigorose; se ci sarà o meno la terza ondata, dipenderà da noi". La campagna vaccinale partirà a gennaio ma - rileva Speranza - "il vaccino non arriverà subito per tutti".

Sulla stessa lunghezza d'onda il virologo Andrea Crisanti che auspica una strategia comune: "Non si può aspettare il vaccino solo con isolamento e mascherine. Un'epidemia non si combatte così, ma interrompendo le catene di contagio - osserva - per farlo servono misure calibrate, forze sul campo, tracciamento, tamponi e strutture adeguate per l'isolamento. Insomma, il sacrificio della zona rossa in tutto il Paese vale la pena se si investe su tutto quanto. Altrimenti è una presa in giro".

"I casi notificati sono soltanto la punta dell'iceberg" e "i morti crescono in una maniera impressionante: ne abbiamo avuti 36.000 nella prima fase" e nelle seconda fase, "se continua questo trend arriveremo ad averne 40.000 a febbraio-marzo" sottolinea, durante la trasmissione Agorà, Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all'Università Cattolica di Roma, che in merito all'ipotesi di un lockdown totale a Natale non ha dubbi: "Assolutamente sì, se continua così". Rispetto ai casi di contagio, spiega l'esperto, "nella prima parte dell'epidemia l'indagine sieroepidemiologica evidenziò che nel Paese c'erano 6 casi notificati per ogni caso segnalato. Oggi non siamo a quel livello, ma credo almeno siano il doppio o il triplo. E di questi il 5% va in ospedale".

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