Giovedì, 24 Giugno 2021
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LO SCONTRO

Coronavirus: la Regione punta sui medici di famiglia a casa, ma non c'è intesa

Scontro tra medici di base e Regione con quest'ultima che invoca aiuto per cercare di alleggerire il peso dei pazienti Covid sugli ospedali. Il Comitato tecnico scientifico ha ribadito, come riporta Giacinto Pipitone in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola, l’indicazione di sfruttare al massimo la medicina del territorio per evitare che i pazienti asintomatici o con lievi sintomi peggiorino fino al punto da rendere necessario il ricovero.

Occorrerebbe dunque un coinvolgimento maggiore dei medici di base, dei pediatri e di tutte le altre categorie non impegnate in ospedale ma l’Ordine dei medici ha segnalato che non ci sono le condizioni per richiedere un intervento dei medici di base. Mancano i dispositivi di sicurezza, che oltre alle mascherine comprendono tute e visiere protettive quando si esegue una visita.

Intanto, è iniziata la corsa contro il tempo per aprire nuovi reparti ma, se non si bloccherà all’origine il peggioramento dei pazienti e la necessità del ricovero, con l’aumento dei contagi tutto sarà vano.

I sindacati Nursind e Cimo chiedono al governo regionale “l’istituzione di task force specifiche di medici e infermieri territoriali, parametrata al numero di contagi, al fine di trattare i pazienti direttamente a domicilio evitando così il continuo ricorso al ricovero ospedaliero per i pazienti che non necessitano di assistenza intensiva o sub-intensiva e iniziare tempestivamente la terapia appropriata”. Secondo Salvo Vaccaro, vicesegretario nazionale del Nursind, “potenziare la medicina territoriale è un intervento urgente da mettere in atto se vogliamo superare l’inverno”. I due sindacati di medici e infermieri evidenziano il continuo aumento dei contagi e ricordano come gli ospedali non riescano a reggere l’onda d’urto che sta investendo la regione, con chiusure e accorpamento di unità operative che mandano in sofferenza il sistema già carente.

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