Martedì, 24 Novembre 2020
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LA CIRCOLARE

Coronavirus, Palermo si prepara a possibili chiusure. Il prefetto: decisione entro venerdì

Possibili chiusure in vista in alcune zone di Palermo. Provvedimenti anche per palestre e piscine. Lo ha detto il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani a conclusione del comitato dell’ordine e sicurezza che si è svolto oggi in videoconferenza a cui hanno preso parte il Comune, l’Asp e le forze dell’ordine, la Regione.

"Nei prossimi giorni, dopo ulteriori valutazioni, sia in alcune zone di Palermo che nelle palestre e nelle piscine sarà emesso un provvedimento del sindaco, ma condiviso con la prefettura e le autorità sanitarie che andrà verso un rafforzamento dei controlli per assicurare un maggiore distanziamento sociale. Il provvedimento - spiega Forlani - potrebbe arrivare venerdì. Il virus cammina sulle gambe delle persone e occorre ed è necessario aumentare il distanziamento tra la popolazione. La curva si sta alzando c'è preoccupazione, ma c'è la possibilità e bisogna fare di tutto per abbassarla".

"Bisogna iniziare uno screening di massa della popolazione e domani ci sarà un incontro tra i sindaci e l’assessore per stabilire le modalità. Si deve potenziare la ricerca dei positivi prima che arrivino in ospedale così da limitare l’afflusso nei pronto soccorso e nelle terapie intensive - ha aggiunto il prefetto -. Bisogna iniziare anche una campagna di comunicazione e di informazione efficace nelle scuole per sensibilizzare il più possibile su cosa vuol dire un contatto e la diffusione del contagio. Abbiamo già messo in movimento la risposta ospedaliera e anche quella territoriale. C'è massima attenzione in queste ore per la curva del virus. Il provvedimento sarà proporzionale e sarà adeguato alla situazione nel rispetto dell’ultimo dpcm del governo e dei provvedimento adottati dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando".

Una comitato che recepisce da subito le ultime indicazioni contenute nella circolare diffusa dal Viminale che prevede chiusure parziali delle strade e delle piazze e comunicate con netto anticipo ai cittadini. La chiusura di piazze e vie da disporre per contrastare il contagio da Covid potrà tradursi, si legge nella circolare, in restrizioni che valgono "solo in determinati giorni della settimana", quelli "caratterizzati da un più intenso afflusso di persone" restringendo così "l’accesso senza interdirlo totalmente, con il contingentamento degli ingressi", sottolinea la circolare del capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, inviata ai Prefetti.

La definizione della forza pubblica, da impiegare nell’espletamento dei servizi di chiusura delle piazze e delle strade decisa dall’ultimo Dpm, dovrà essere "oggetto di apposita riunione tecnica di coordinamento che i Questori organizzeranno con le Forze dell’ordine e gli altri attori della sicurezza territoriale, anche ai fini dell’individuazione delle aliquote di polizia locale che integreranno il dispositivo".

L'attuazione di queste misure potrà "beneficiare del concorso di unità militari, laddove presenti nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, anche all’esito di una rimodulazione del piano d’impiego delle forze già in disponibilità".

La chiusura di strade e piazze nei centri urbani, continua la circolare, "richiederà la più ampia concertazione e collaborazione tra sindaco e prefetto", "da esplicare in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica", eventualmente esteso anche alla presenza dei responsabili delle strutture di prevenzione sanitaria territoriali.

Inoltre se alcune "Regioni, in considerazione dell’andamento epidemiologico, dovessero adottare proprie ordinanze contenenti un regime più severo, si procederà a fornire indicazioni specifiche per i Prefetti delle province interessate".

I cittadini ma anche le associazioni di categoria dovranno essere informati con "adeguati mezzi  comunicativi". La misura va "tempestivamente anticipata" visto che dovrà essere "consentito comunque il libero accesso a esercizi commerciali e ad abitazioni private,e il conseguente deflusso".

Tenuto conto che, precisa la circolare, l’eventuale chiusura di vie e piazze nei centri urbani è diretta "ad una mitigazione del rischio di contagio da Covid-19, e che, pertanto, la sua finalità ispiratrice risiede nella tutela della salute pubblica, il relativo strumento di declinazione è da individuarsi nelle ordinanze del sindaco, quale Autorità sanitaria locale", ai sensi dell’articolo 32 della legge 833/1978 e degli articoli 50 e 54 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

"L'articolo 50 del Tuel - ricorda la circolare . peraltro soccorre anche dal punto di vista della risposta a fenomeni di aggregazione notturna, quali sono appunto quelli che si intendono affrontare con la nuova misura, destinata ad operare dopo le 21,00, e che pure legittimano l’intervento del sindaco quale rappresentante della comunità locale".

"Va comunque evidenziato - conclude il capo di gabinetto, Bruno Frattasi - che, trattandosi di una misura precipuamente improntata a finalità di tutela e salvaguardia della salute pubblica, la sua adozione dovrà fondarsi innanzitutto su una ricognizione degli spazi urbani nei quali, per comportamenti consuetudinari, possa ritenersi più elevato il rischio di assembramenti e, quindi, di propagazione del contagio".

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