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Fase 2, ministero-Iss: "Situazione sotto controllo ma il virus circola". In Sicilia "rischio basso"

«Le misure di lock-down in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Covid-19 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni». E’ quanto si legge nel report di monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione in fase 2.

«Permangono segnali di trasmissione - si segnala nel documento - con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico».

Infine, secondo il report «è necessario un rapido rafforzamento dei servizi territoriali per la prevenzione e la risposta a Covid-19 per fronteggiare eventuali recrudescenze epidemiche durante la fase di transizione».

Lombardia, Umbria e Molise. Sono queste le tre Regioni «attenzionate» dal primo report di ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio della fase 2. In base alla classificazione del rischio, valutata seguendo parametri come la probabilità di aumento di trasmissione e di impatto sui servizi assistenziali, in 18 Regioni la classificazione è bassa (livello 2), ossia «bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali». Di queste, 10 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana) con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione.

In 8 Regioni invece si registra incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata (Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Trento, Val d’Aosta e Veneto). In 6 di queste Regioni si segnala una situazione epidemiologica in evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione: si tratta di Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Trento, Puglia e Toscana». Poi ci sono come detto le tre regioni con classificazione moderata (livello 3). In Molise, si legge nel report, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) dovuto ad un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana. Questo si potrà riflettere in un aumento nella stima di Rt nelle prossime settimane.

In Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt superiore a 1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta. In Lombardia, la classificazione settimanale è moderata (bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un moderato/alto impatto sui servizi assistenziali) ma si assiste ad una riduzione dei segnali di sovraccarico dei servizi sanitari. In questa Regione rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione.

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