Sabato, 04 Luglio 2020
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LE NUOVE MISURE

Coronavirus, anche in Sicilia scuole e università chiuse fino al 3 aprile: l'ansia dei maturandi

Scuole di ogni ordine e grado e università chiuse fino al 3 aprile anche in Sicilia. Le misure che sabato scorso il governo aveva deciso per Lombardia e per le 14 province adesso varranno anche per il resto d'Italia.

Già una circolare diffusa ieri sera tardi dal ministero dell'Istruzione ai presidi e agli Uffici scolastici, spostava la ripresa degli organi collegiali al 3 aprile e limitava al massimo nel frattempo la presenza di docenti e collaboratori  scolastici negli istituti. "La presenza del personale docente nelle istituzioni scolastiche - si legge nella circolare - è strettamente correlata alle eventuali esigenze connesse alla attività didattica a distanza".

Inoltre viene consigliato, soprattutto per la scuola primaria, di evitare la semplice assegnazione di compiti ma di accompagnarla a qualche forma di 'contatto a distanza'. Sulla valutazione, si lascia ai docenti la decisione sul da farsi.

Intanto oggi gli studenti del Forum delle associazioni studentesche, che riunisce 7 associazioni di alunni delle scuole superiori di tutta Italia, ha incontrato in collegamento video la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina che si trovava nel suo studio di viale Trastevere. Come affronteremo l'esame di maturità se si protrarrà a lungo la sospensione delle lezioni? E' possibile rendere più semplice almeno la seconda prova scritta che tanto preoccupa i maturandi?

Questi e altri quesiti sono stati posti alla ministra, la quale - secondo quanto hanno riferito i ragazzi al termine del confronto durato oltre un'ora - ha chiesto ai ragazzi di elaborare delle proposte rispetto a come secondo loro potrebbe essere rimodulato l'esame di Stato nel caso in cui la sospensione delle lezioni dovesse ancora durare a lungo. In merito invece ai viaggi di istruzione, nel colloquio via web avuto con gli studenti, Azzolina avrebbe informato i ragazzi che il ministero dell'Economia sta provvedendo a scrivere un decreto sulle modalità di rimborso per chi aveva già pagato il viaggio ma non ha potuto farlo, con modalità di voucher da dare alle famiglie che permetterà loro di riutilizzare la somma.

I ragazzi hanno poi posto alla titolare del ministero dell'Istruzione il tema del diritto allo studio. Secondo un questionario da loro sottoposto a 13 mila studenti, c'è confusione sullo svolgimento della didattica on line: ogni professore sta svolgendo con mezzi differenti, dalle videochiamate alla semplice assegnazione di compiti, nel 70% dei casi si sta facendo didattica a distanza solo su alcune materie mentre il 15% degli studenti non ha ancora iniziato alcunchè.

"Molti studenti - ha denunciato Giulia Biazzo dell'Unione degli studenti - non hanno a disposizione pc o tablet, né tantomeno una connessione wifi adatta; molte famiglie hanno un unico computer: come fanno a seguire la lezione più figli contemporaneamente magari mentre il genitore deve lavorare da casa?".

Certo è che la situazione è molto variegata: se in alcuni istituti scolastici si sono attrezzati da subito con piattaforme, webinar, padlet, registri elettronici e, in loro mancanza, con email e wathapp, in altre la didattica a distanza fatica a prendere corpo. Con il passare dei giorni, la scuola sta mostrando di reagire. Seguendo anche le indicazioni del Miur, per i bambini più piccoli arrivano ai genitori powerpoint con lezioni di grammatica della maestra e la voce dell'insegnante che spiega loro qual è la differenza tra è accentata ed e senza accento; quelli delle medie si collegano all'ora prestabilita su wathapp con l'insegnante che ha inviato loro il giorno prima i video da 'studiare' e che chiede cosa hanno compreso da quel materiale; fino ai webinar e alle piattaforme che però riescono ad essere utilizzate soprattutto da chi aveva già iniziato un lavoro in tal senso durante l'anno scolastico o negli anni passati.

Intanto al ministero dell'Istruzione si continua a lavorare in vista dei vari scenari che potrebbero prospettarsi, fino ai peggiori. C'è chi come il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, considera la situazione "da tempo di guerra" e immagina una proroga dell'anno scolastico a tutto giugno e parte di luglio con esami di maturità che potrebbero essere svolti a settembre. Ma serve una legge per farlo.

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