Sabato, 06 Giugno 2020
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L'EPIDEMIA

Coronavirus: primo morto fuori dalla Cina, partito il volo per rimpatriare gli italiani

Il coronavirus fa la prima vittima fuori dai confini della Cina. Si tratta di un uomo di 44 anni morto ieri nelle Filippine: lo riferisce l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

L’uomo, un cittadino cinese residente a Wuhan, la città individuata come il focolaio dell’ epidemia, aveva manifestato i sintomi del nuovo coronavirus durante un viaggio nelle Filippine. «È il primo decesso noto fuori dalla Cina», ha spiegato Rabindra Abeyasinghe, il rappresentante dell’Oms a Manila, ed è anche il primo da quando molti Paesi hanno deciso di chiudere le frontiere negli sforzi per limitare il contagio.

Il numero di morti a causa dell’epidemia ha raggiunto, in base ai dati aggiornati a ieri, quota 304 in Cina, con contagi accertati saliti a 14.411.

Intanto, è partito da Pratica di Mare, a quanto si apprende, il Boeing KC767 dell’Aeronautica militare che domani riporterà in patria gli italiani rimasti a Wuhan, dopo l’isolamento della città da cui si è diffusa l’epidemia di coronavirus. L’aereo è decollato intorno alle 6. A bordo 16 persone: 10 membri dell’equipaggio (di cui 4 piloti) e 6 unità del team sanitario composto da 4 militari e 2 dipendenti del ministero della Salute. Il rientro è previsto alle 8 circa di domattina, sempre a Pratica di Mare.

Quuesta mattina riunita la task-force coronavirus 2019-nCoV del ministero della Salute alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del commissario straordinario, il capo del Dipartimento della protezione Civile, Angelo Borrelli. «È stato fatto il punto della situazione sui controlli e sulle misure che riguardano porti e aeroporti - spiega il ministero - e sulla partenza del volo militare che riporterà nel nostro Paese gli italiani da Wuhan su cui è imbarcato anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. Un focus è stato dedicato al servizio 1500 e alle domande più frequenti poste da cittadini italiani e stranieri al numero verde».

L’Italia, dopo la dichiarazione dello stato d'emergenza, è l'unica nel Vecchio Continente ad adottare una misura drastica: la sospensione dei visti per i cittadini cinesi. 

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli,pensa di estendere a tutti i passeggeri in arrivo negli aeroporti i controlli sanitari per la prevenzione del contagio del coronavirus. «Vogliamo ricorrere a uno strumento, un termoscanner automatico, che misuri la temperatura in tempo non reale non solo ai passeggeri di un determinato volo ma a chiunque esca dall’area arrivi», dice Borrelli intervistato dal 'Messaggero'. «Ci vorrà un pò - riconosce - nel frattempo ci affideremo ai metodi tradizionali misurando la febbre sui voli che potenzialmente sono la conclusione di una connessione dalla Cina. Sono 250 circa ogni giorno».

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