Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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Virus cinese, l'Oms corregge lo stato di allerta globale da "moderato" a "alto"

CINA, virus, Sicilia, Cronaca
Mascherine per difendersi dal virus

Oggi l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è «elevato», ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse  "moderato". L’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, ha rilevato un rischio «molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale». In una nota aggiunge che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto «erroneamente» che il rischio era «moderato», ha spiegato la portavoce Fadela Chaib.

La città di Pechino registra il suo primo morto per il coronavirus di Wuhan: lo riferisce la Commissione sanitaria municipale, aggiungendo in una nota che sono 8 i nuovi casi di contagio registrati oggi, portando il totale a quota 80. La vittima, di 50 anni, si era recata a Wuhan l'8 gennaio. Dopo il rientro a Pechino il 15 gennaio, gli era stata diagnosticata la polmonite atipica il 22 gennaio.

Il Canada ha confermato il suo secondo caso accertato di coronavirus cinese. Secondo quanto riportano i media canadesi, si tratta della moglie del primo paziente contagiato dal nuovo virus, un cinquantenne attualmente ricoverato all’ospedale Sunnybrook di Toronto e rientrato da Wuhan martedì scorso. Ad annunciarlo è stato il responsabile della Sanità della provincia dell’Ontario, David Williams.

Un team di esperti di Hong Kong al lavoro sull'emergenza del coronavirus ha invocato l’adozione di "misure draconiane" come il blocco ai viaggi e la chiusura delle scuole nelle principali città del paese, stimando a Wuhan, il focolaio dell’infezione, già 44.000 infettati. Presentando la 'mappatura del virus', Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell’Hong Kong University, ha tracciato scenari da incubo per l’accelerata della diffusione nelle principali città cinesi. «Dobbiamo essere pronti al fatto che l’epidemia possa diventare una a livello globale».

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