Sabato, 24 Ottobre 2020
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IMMIGRAZIONE

Libia in fiamme, esodo di migranti: chiedono all'Italia un porto sicuro

Sono circa 800 i migranti che nel week end si sono dati alla fuga dalla Libia in fiamme imbarcandosi su mezzi di fortuna. In 407 sono stati salvati dalla Ocean Viking in una serie di operazioni notturne mentre altri 77 si trovano a bordo di un’altra nave umanitaria, la Alan Kurdi.

Entrambe hanno chiesto all’Italia un porto di sbarco. La Ocean Viking e la Alan Kurdi si trovano a poche miglia dalle coste sudorientali della Sicilia e stanno navigando vicine ma intanto cercano un porto sicuro dato che, nelle prossime ore, è previsto anche un peggioramento delle condizioni meteo.

Alarm Phone, il servizio telefonico che assiste chi viaggia in mare, parla anche di "50 vite in pericolo", su un gommone bianco al largo delle acque libiche. Il Viminale è in fase di valutazione e sono in corso trattative con altri  Paesi europei per accogliere i migranti in arrivo.

Nella tarda mattinata, dalla nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere sono state evacuate con un elicottero verso Malta una donna con gravi ustioni da carburante ed i suoi tre figli. Come hanno comunicato i medici, erano a «complicazioni».

Tra i 403 rimasti a bordo anche 132 minori non accompagnati e 13 donne incinte. «La situazione nel Mediterraneo centrale nel fine settimana - ha spiegato Frederic Penard, direttore delle operazioni di Sos Mediterranee - ha ancora una volta mostrato una disperata necessità di capacità di ricerca e soccorso. La Ocean Viking ha dovuto coprire centinaia di miglia per raggiungere diverse imbarcazioni in difficoltà mentre l’equipaggio si prendeva cura delle centinaia di persone a bordo. Tutti questi soccorsi - sottolinea - sono avvenuti di notte, in condizioni molto difficili. Mentre l’Europa dormiva, le barche che abbiamo trovato erano sovraffollate, quasi si rovesciavano o si rompevano dopo aver trascorso ore in mare senza assistenza».

Nelle settimane scorse il Viminale ha concesso l'autorizzazione allo sbarco delle navi umanitarie, l’ultima volta il 20 gennaio alla stessa Ocean Viking. La disponibilità è stata avanzata dopo che altri Paesi Ue hanno messo nero su bianco la volontà di farsi carico di una quota dei richiedenti asilo a bordo, sulla scorta del pre-accordo siglato a settembre a Malta. Si parla di un'intesa non vincolante ma che si fonda sulla solidarietà e la volontarietà.

Tra l'altro, visto il consistente numero di passeggeri a bordo della Ocean, il ministero sta cercando di sbloccare un altro punto dell’accordo di Malta, quello che si riferisce alla rotazione volontaria dei porti in modo da evitare che a fornire il primo approdo debbano essere sempre le coste italiane.

Concluse inoltre le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, torna alla ribalta il promesso superamento dei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha da tempo pronto un provvedimento che dovrà esser vagliato dal Consiglio dei ministri.

 

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