Sabato, 14 Dicembre 2019
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CORREGGIO

Sferrò pugno a un marocchino che cadde e morì, in carcere un siciliano

È in carcere da ieri sera il 34enne siciliano condannato a marzo a otto anni di reclusione per l’aggressione a un 37enne marocchino nel settembre 2017 a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. I carabinieri avevano accertato che era stato lui a sferrare un violento pugno al volto che aveva fatto rovinare a terra la vittima che, per effetto della caduta, aveva sbattuto violentemente il cranio sul pavimento.

La morte di Youness Abouloufa El Idrissi, 37enne di origini marocchine deceduto il 5 settembre 2017 dopo aver avuto un malore nella caserma dei carabinieri di corso Cairoli a Reggio Emilia, era sopravvenuta per effetto del trauma cranico produttivo di lacerazioni di vasi meningei riportato a seguito di lesioni conseguenti alla caduta originata da una colluttazione. A stabilirlo, oltre alle indagini dei carabinieri reggiani, la sentenza di condanna passata ora in giudicato.

I fatti in questione risalgono alla sera del 4 settembre 2017. Il nordafricano era stato soccorso poco dopo le 20,00, a terra e privo di sensi. Complice anche l’uso smodato di bevande alcoliche l’uomo era andato in escandescenza tanto che erano dovuti intervenire i carabinieri di Bagnolo in Piano che sono riusciti a convincerlo a salire in ambulanza per essere portato all’ospedale San Sebastiano di Correggio. Una volta arrivato in nosocomio l’uomo aveva rifiutato le cure sanitarie scagliandosi contro persone e cose all’interno dell’ospedale.

Nella tarda mattinata del giorno successivo, prima di andare in tribunale per la direttissima, l’uomo era stato colto da malore all’interno delle camere di sicurezza del comando di Corso Cairoli ed era stato soccorso dai sanitari del 118, avvisati dal militare di servizio che si era accorto del malore. L’uomo, dopo le prime cure praticate sul posto, era stato trasportato al Santa Maria Nuova dove è morto. La Procura reggiana, anche alla luce degli esiti autoptici, ha quindi aperto un inchiesta delegando per lo svolgimento delle indagini i carabinieri del nucleo investigativo che, grazie anche alle telecamere comunali, hanno documentato quanto avvenuto prima dell’arrivo dei soccorsi la sera del 4 settembre detto.

Il 37enne aveva avuto una discussione con altre persone e nonostante si palesasse manifestamente ubriaco era stato prima spinto e poi colpito con un pugno in faccia tanto da farlo cadere a terra facendogli sbattere violentemente il cranio sul pavimento. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia nel corso delle indagini identificavano l’autore del pugno nel 37enne reggiano oggi finito in carcere dove vi permarrà - detratto il pre-sofferto in regime di arresti domiciliari - sino al 2026.

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