Venerdì, 06 Dicembre 2019
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CRIMINALITÀ

Mafia, magistrati della Renania a colloquio con i colleghi di Palermo

Una delegazione di magistrati e poliziotti della Renania è a Palermo per incontrare i vertici degli uffici giudiziari del capoluogo siciliano. Al palazzo di giustizia si è tenuto questa mattina un incontro a cui hanno partecipato il procuratore generale Roberto Scarpinato, il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, il ministro della Giustizia della Renania Poter Biesenbach.

"In Germania l’opinione pubblica si è accorta del problema mafia dopo la strage di Duisburg, ma, passata l’emergenza, c'è stata una fase di sottovalutazione del fenomeno. Invece non dobbiamo dimenticare che la Germania è terra di colonizzazione dei clan e che stiamo parlando di uno dei Paese europei maggiormente a rischio per riciclaggio e infiltrazioni nel tessuto economico", ha detto Scarpinato.

Lo Voi ha ricordato che le mire delle mafie sull'economia tedesca risalgono ormai a oltre 30 anni fa. "In un’inchiesta, dopo la caduta del muro di Berlino due mafiosi parlavano della importanza di investire all’Est già nel 1989", ha raccontato. "Non dimentichiamo - ha aggiunto sottolineando quanto sia consolidata ormai la presenza dei clan in Germania - che gli assassini del giudice Livatino vivevano lì e dopo l’omicidio tornarono tranquillamente al loro lavoro di pizzaioli". Il ministro della Giustizia Biesenbach nel suo intervento ha lanciato un grido di allarme sulla presenza mafiosa nel suo Paese.

"Da noi non ci sono stati omicidi di esponenti delle istituzioni come in Italia - ha detto - ma molti gruppi criminali si stanno infiltrando nell’economia e nel tessuto sociale: alludo ai clan che vengono dal nord africa e dalla ex Iugoslavia che sono particolarmente violenti". "Finalmente l’opinione pubblica - ha spiegato - ha capito che c'è un problema. Questo è il momento giusto per rilanciare l'esigenza di modificare la nostra legislazione sulla scia di quella italiana per un contrasto più efficace alle mafie".

"Nella nostra storia giudiziaria siamo abituati a concentrarci sul singolo e non sulle strutture criminali e invece dobbiamo cambiare prospettiva perdendo esempio dal vostro sistema, ma ci servono nuove leggi e mezzi per affrontare questa sfida".

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