Lunedì, 09 Dicembre 2019
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Zoomafia, in Sicilia l'11% dei procedimenti per reati contro gli animali

L’11,23% dei procedimenti per reati contro gli animali sono stati commessi in Sicilia. Emerge dal Rapporto zoomafia 2019 sui dati 2018. Rispetto al 2017 si registra a livello regionale un aumento del 9% circa delle denunce, mentre il numero degli indagati è diminuito del 13%. Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, frodi dei pascoli, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Sicilia. Il Rapporto Zoomafia 2019, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav, alla sua ventesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2018.

"Gli scenari che emergono - spiega - sono quelli di illegalità diffusa, pericolose connessioni con ambiti criminali più inquietanti e scarsa consapevolezza della gravità dei crimini contro gli animali, nonostante gli sforzi repressivi di alcuni organi di polizia giudiziaria e l’opera instancabile dei volontari". L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav ha chiesto alle procure ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2018, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno animali. Per la Sicilia le risposte sono arrivate da 14 procure ordinarie su 16 e da tre procure minorili su quattro.

In base ai dati pervenuti la procura che nel 2018 ha registrato più procedimenti penali per reati contro gli animali è quella di Siracusa: 157 procedimenti con 46 indagati. Seguono Palermo con 151 procedimenti e 117 indagati; Trapani: 120 procedimenti con 43 indagati; Catania: 90 procedimenti e 129 indagati; Messina: 89 procedimenti con 45 indagati; Termini Imerese: 75 procedimenti con 32 indagati; Ragusa: 59 procedimenti e 63 indagati; Patti: 46 procedimenti con 27 indagati; Marsala: 45 procedimenti con 23 indagati; Caltanissetta: 35 procedimenti con 14 indagati; Enna: 33 procedimenti con 23 indagati; Sciacca: 31 procedimenti e 19 indagati; Caltagirone: 25 procedimenti con 13 indagati; infine, Gela: 13 procedimenti con 4 indagati. Per quanto riguarda le procure presso i Tribunali per i minorenni si registrano 6 procedimenti con 5 indagati a Palermo. In particolare, un indagato per maltrattamento di animali, 1 per spettacoli e manifestazioni vietate, 2 per detenzione di animali in condizioni incompatibili e uno per reati relativi alla fauna selvatica.

"La Sicilia è una delle regioni dove la zoocriminalità è più attiva", conferma Ciro Troiano. Si registrano tutti i reati presi in esame, ed alcune condotte sono fortemente radicate nel sottobosco delinquenziale. Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante. Le indagini hanno confermato l’esistenza di associazioni per delinquere semplici e di associazioni mafiose finalizzate alle corse e scommesse illegali. L’operazione "Talea" ha confermato l’interesse della criminalità mafiosa per il controllo delle corse e delle scommesse all’ippodromo di Palermo; significative, in tal senso, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Il corollario delle corse clandestine è fatto di stalle abusive, scuderie illegali, maltrattamenti e doping e, in alcuni casi, anche di macellazione clandestina.

Per i combattimenti sono stati segnalati allevamenti abusivi in diverse zone. Frequente anche il ritrovamento di cani morti o feriti nelle lotte. Molto preoccupanti anche le illegalità che ruotano intorno al randagismo, che alimentano interessi economici e maltrattamenti. Le infiltrazioni della criminalità organizzata si registrano anche nel settore della pesca e del commercio di pesce, come le inchieste sul clan Rinzivillo hanno mostrato.

E poi la mafia dei pascoli con il controllo del territorio e dei pascoli, le macellazioni clandestine, gli allevamenti illegali, il traffico di sostanze anabolizzanti o di farmaci non autorizzati, la vendita di carne di animali affetti da patologie. "Come sosteniamo da tempo - conclude Troiano - un’azione di contrasto efficace deve adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata: solo adottando iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali si attuerà una strategia vincente"

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