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Mafia, l'autista di Falcone: "Non c'era tutela in auto, eravamo solo io e lui"

«È fatta: io sarò il procuratore nazionale antimafia, prenditi il brevetto per l’elicottero». Sarebbe questa la frase riferita da Giovanni Falcone al suo autista Giuseppe Costanza, oggi ascoltato in Commissione Antimafia. Il particolare è stato reso noto mentre parte dell’audizione era secretata. Ma a riferirlo, nel corso delle domande dei commissari a Costanza, è stato il senatore Pietro Grasso.

«Sono trascorsi ben 27 anni e avrei sperato di essere su questi banchi molto prima: non ho avuto possibilità di dare il mio contributo» ha detto Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone.  «Avevo una guerra in casa e fuori. Ma io non mi sentivo di mollare Falcone, era una molla trainante portava avanti le indagini in prima persona. Quando il personale non era in servizio, andava a raccogliere i documenti che gli servivano. Non ho mai avuto un sostituto, ero solo io in servizio, non c'era tutela in auto, eravamo solo io e lui».

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