Mercoledì, 03 Giugno 2020
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LAVORO

Centri per l’impiego, Cobas-Codir e Sadirs: "Dipendenti penalizzati e ignorati"

“I dipendenti del dipartimento e dei Centri per l’impiego continuano ad accusare problemi legati alla distribuzione del personale, alle carenze strutturali degli ambienti e a un lavoro che va oltre le proprie mansioni”. Lo denunciano i sindacati Cobas-Codir e Sadirs che con due note a marzo e aprile avevano chiesto un incontro urgente senza mai essere convocati, sostenendo in sostanza di essere penalizzati e ignorati da assessore e dirigente.

“Bisogna discutere della necessaria riclassificazione – dicono i sindacati –  tenuto conto che, ad oggi, i dipendenti continuano a lavorare, con spirito di abnegazione e senso del dovere, al di sopra delle proprie mansioni, contribuendo in maniera fondamentale e sostanziale al funzionamento degli uffici nei quali, a tutt’oggi, spesso non è stato formalmente attribuito un carico di lavoro con specifico ordine di servizio. Il 5 aprile - proseguono - si è svolta un’assemblea del personale presso il dipartimento Lavoro nella quale sono ancora una volta state denunciate dal personale le medesime criticità e dichiarato lo stato di agitazione".

"Tutto questo ha continuato a non interessare né all’assessore né al dirigente generale, che invece mostrano molto interesse, come si evince dai proclami diffusi via video, all’assunzione, seppure a tempo determinato, di altro personale, fra cui gli ex 1700 ex sportellisti -  cui nessuno, sia chiaro, vuole negare un posto di lavoro - rivelando ancora una volta più interesse a questo che al funzionamento degli uffici ed al benessere dei propri dipendenti, in maggioranza A e B, snobbando e sottovalutando le vere professionalità del personale che da decenni presta servizio nei Centri per l’impiego. Sadirs e Cobas/Codir chiedono, ancora una volta, all’amministrazione ed alla politica sensibilità e rispetto per i propri dipendenti e di attivarsi, ciascuno per le proprie competenze, al fine di dare delle risposte concrete al proprio personale, evitando di creare tensioni fra personale precario e di ruolo”.

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