Mercoledì, 26 Giugno 2019
L'ANNIVERSARIO

Il giorno di Falcone ma sullo sfondo la polemica politica

di
23 maggio 1992, antimafia, strage di capaci, Giovanni Falcone, Sicilia, Cronaca
La Nave della Legalità, con a bordo 1500 studenti, giunta al porto di Palermo

Sarà che le elezioni europee sono solo tra qualche giorno, sarà che la condanna di Montante e la caduta di una parte (robusta) dell’antimafia sono un ricordo troppo fresco, ma poche volte come quest’anno, il ventisettesimo, ci sono state così tante polemiche intorno alle celebrazioni del ricordo della strage di Capaci, dove il 23 maggio del 1992 morirono in un attentato della mafia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Accuse nemmeno troppo velate di voler politicizzare quello che è un anniversario sentitissimo, non solo dai siciliani, con attacchi reciproci da più parti. Il giorno prima del ricordo, dunque, è stato quello delle polemiche.  Ad accendere gli animi il presidente della commissione antimafia della Sicilia Claudio Fava, che ha annunciato che non sarà presente nell’Aula bunker di Palermo perché "hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Ci saranno i ministri romani, gli unici che avranno titolo per parlare e per spiegarci come si combatte cosa nostra. Cioè verranno loro, da Roma, per spiegarlo a noi siciliani".

E anche il governatore della Sicilia Nello Musumeci non sarà presente all'aula bunker, «c'è troppo veleno». Defezioni nonostante l’appello della sorella del giudice, Maria: "Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio".  Ancora Fava è stato polemico con la Falcone, dicendo che “la professoressa Falcone ha detto una cosa abbastanza divertente, cioè che la scaletta di quelli che devono intervenire l’ha decisa la Rai, come se fossimo al Grande Fratello”.

In mezzo a queste polemiche, o forse al centro della diatriba, la presenza del ministro dell’Interno Salvini. Già il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha fatto intendere di voler evitare ogni contatto con lui: “Ovviamente - dice - mi auguro che nessuno venga per fare comizi pre-elettorali, nel rispetto della memoria, del dolore e dell’impegno di Palermo contro la mafia e la cultura mafiosa”.  E sempre Fava ha ribadito: “Ci sarà Salvini, parlerà Salvini e noi tutti ad ascoltare. Pazienza”.  A Palermo, all’aula bunker, ha già annunciato la sua presenza anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

A qualche centinaia di chilometri di distanza, a Civitavecchia, forse ignari delle polemiche che si stavano scatenando, circa 1500 studenti stavano prendendo il largo verso Palermo con la nave della Legalità. Ad attenderla ci saranno 10 mila studenti che parteciperanno alla cerimonia nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone e poi si riverseranno nelle strade del capoluogo siciliano per manifestare contro tutti i tipi di mafia. Con tutta la loro gioia e la loro leggerezza.

Al porto di Civitavecchia, per salutare gli studenti in partenza è arrivato anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha detto: "I miei auguri di buon vento per il vostro viaggio, ma soprattutto per la vostra missione. Voi assumete un impegno. Lanciate un messaggio, ovvero che la mafia sarà sconfitta. Sarà debellata definitivamente”. La cerimonia si è conclusa con un lancio in aria dei palloncini tricolore e l’esecuzione dell’Inno di Mameli.

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, anche lui a bordo della nave, ha invitato tutti a mettere da parte le polemiche: “Ricordiamo gli eroi dell’antimafia alla presenza della Signora Maria Falcone, un esempio di impegno civile. In questa occasione, siamo tutti chiamati a lasciare da parte divisioni e polemiche, per dare un messaggio di unità e fermezza contro la criminalità organizzata”. E che i protagonisti possano essere il ricordo di Falcone e Borsellino e anche le migliaia di bimbi che con gioia accompagneranno questa giornata. Un giorno che 27 anni fa, con il sangue di chi perse la vita in quell’autostrada, cambiò tutto.

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