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Sea Watch, la finanza a bordo: nave sequestrata. Salvini: "Dico a Onu e cardinali che non sbarca nessuno"

La Guardia di Finanza sta procedendo d’iniziativa al sequestro della Sea Watch 3. Secondo quanto si apprende, i militari delle Fiamme Gialle sono da pochi minuti a bordo della nave, ancorata alla fonda a mezzo miglio a sud del porto di Lampedusa, per un’attività di polizia giudiziaria finalizzata proprio al sequestro. I militari procederanno inoltre alla denuncia dell’equipaggio all’autorità giudiziaria.

"Su disposizione dell’autorità giudiziaria, personale della Guardia di finanza e della Capitaneria sta per salire a bordo della Sea Watch 3 con l’intenzione di procedere al sequestro della nave. La magistratura faccia come crede ma il Ministero continua e continuerà a negare lo sbarco da quella nave fuorilegge". E’ quanto affermano fonti del Viminale in relazione alla vicenda legata alla nave Sea Watch 3 ancorata al largo della costa di Lampedusa.

"Sono due giorni che la nave Sea Watch 3 mi dice "ministro fammi entrare". Mi ha scritto l'Europa, il giudice, l’Onu, che stiamo violando i diritti umani, mi ha scritto un cardinale qua e un cardinale là. A tutti ho dato la stessa educata risposta: col mio permesso non sbarca nessuno". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, durante un comizio a Sassuolo, tornando sulla nave ormeggiata al largo di Lampedusa con 47 migranti a bordo

Ritirare le direttive sui migranti emesse dal Viminale a partire da marzo scorso, che vanno ad incidere "seriamente" sui diritti umani, rappresentano un "altro tentativo politico di criminalizzare le operazioni di ricerca e salvataggio" delle Ong, "intensificano ulteriormente il clima di ostilità e xenofobia" nei confronti dei migranti. E "fermare la procedura" che potrebbe portare all’approvazione del decreto sicurezza bis. Ruotano attorno a questi due concetti le critiche che l’Alto commissariato per i diritti umani ha rivolto all’Italia nella lettera inviata tramite l’ambasciatore dell’Onu a Ginevra al ministro degli Esteri Enzo Moavero e che Salvini ha attaccato. Anche la Chiesa si era espressamente schierata contro la decisione di non far scendere i migranti.

Per i migranti a bordo della Sea Watch 3 «auspichiamo una soluzione con autorizzazione» allo sbarco «e immediata ricollocazione su scala europea, entro la fine della giornata». Lo scrive su twitter la portavoce italiana della Ong Giorgia Linardi ringraziando le chiese protestanti per aver offerto la disponibilità ad accogliere i migranti.

E anche il comandante della nave, Arturo Centore è tornato a chiedere lo sbarco immediato dei 47 a bordo. «Stanotte dormirò con i naufraghi, per terra, se mi verrà impedito di procedere allo sbarco entro sera. Non é una provocazione - ha detto ai
volontari della Ong - ma un atto di solidarietà: non mi capacito di come vengano trattati, sono esseri umani, come me»

"Le 47 persone a bordo della Sea Watch 3 devono scendere a terra. L’ambulatorio di Lampedusa, come sempre, è pronto ad accoglierli e a prestare le prime cure e non c'è una sola ragione per mantenerli ancora a bordo. Papa Francesco ha detto creiamo ponti, apriamo porte. Voglio ricordare al ministro con il rosario che Maria Immacolata era migrante". Lo dichiara Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e candidato al Parlamento Europeo nelle liste Pd-SE (collegi Italia centrale e insulare).

"Coerentemente con quanto già fatto per la Nave Diciotti e per la stessa Sea Watch, Legambiente Sicilia presenta un esposto alla Procura di Agrigento, chiedendole di verificare, analizzare e valutare le dichiarazioni del comandante della nave e della portavoce circa i pericoli che corrono le persone a bordo». Lo dice una nota dell’associazione ambientalista

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