Domenica, 17 Novembre 2019
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CORTE D'APPELLO

"Furto di ovuli", il ginecologo Antinori condannato a 7 anni e 10 mesi

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Severino Antinori

Severino Antinori, il ginecologo imputato a Milano per la presunta 'rapina' di ovuli a una infermiera spagnola, avvenuta alla clinica Matris tre anni fa, è stato condannato a 7 anni e 10 mesi in secondo grado. Lo ha deciso la Corte d’Appello che ha inoltre accolto l’istanza di patteggiamento concordato con la Procura Generale della segretaria del medico Bruna Balduzzi dell’anestesista Antonino Marcianò per entrambi a due anni con pena sospesa.

Per Antinori il pg aveva chiesto di aumentare la pena inflitta dal Tribunale fino a 9 anni. L’aumento di pena di 8 mesi (in primo grado la condanna fu di 7 anni e 2 mesi), deciso in appello per Antinori, è stato dovuto al riconoscimento da parte della Corte anche del reato di rapina del cellulare dell’infermiera spagnola.

Il ginecologo è stato condannato anche all’interdizione dalla professione medica per cinque anni (che scatterà in caso di conferma con sentenza definitiva) e a 3900 euro di multa. La Corte ha anche disposto a carico del medico un risarcimento provvisionale, immediatamente esecutivo, di 25 mila euro per la giovane che si è costituita parte civile. La Corte ha poi condannato a due anni e sei mesi di reclusione Gianni Carabetta, coimputato di Antinori per una presunta tentata estorsione per avere minacciato al telefono una coppia di clienti della clinica Matris.

Altri due imputati in un altro filone su un presunto traffico di gameti, che erano stati assolti in primo grado dal gup Alfonsa Ferraro, sono stati oggi condannati a 8 mesi di reclusione. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni. Gabriele Maria Vitiello, difensore del medico assieme al collega Tommaso Pietrocarlo e a Carlo Taormina, ha spiegato dopo il verdetto: "Siamo convinti dell’assoluta innocenza di Antinori, attendiamo le motivazioni per ricorrere in Cassazione. Cassazione che, fra l’altro, si è già pronunciata sugli stessi fatti".

Balduzzi e Marcianò erano stati condannati in primo grado a 5 anni e due mesi. Entrambi, però, hanno ammesso i fatti nelle scorse settimane in secondo grado.

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