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I DATI DEL VIMINALE

Migranti, nuova ondata di sbarchi ma gli arrivi sono in netto calo

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ROMA. C'è una nuova ondata di partenze dall'Africa verso l'Italia, e intanto si alimenta giorno dopo giorno il dibattito sul fronte immigrazione, ormai piatto forte della campagna elettorale in vista delle politiche.

Nuovi sbarchi ma anche nuovi morti. Ieri la Guardia costiera ha coordinato 11 operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale salvando 1.400 persone e recuperando anche 2 corpi senza vita: un bimbo, secondo quanto riferisce la ong spagnola Proactiva Open Arms, e un magrebino di mezza età, trovato sulla spiaggia di Torre Salsa dai carabinieri nell'Agrigentino, probabilmente vittima durante uno sbarco fra Siculiana e Montallegro.

Gli arrivi non si fermano, eppure i dati del Viminale indicano un netto calo rispetto allo scorso anno, che aveva già fatto registrare una diminuzione degli sbarchi. Esclusi i salvataggi di ieri, sono 974 le persone sbarcate nei primi 15 giorni del 2018, il 59% in meno rispetto alo stesso periodo del 2017. In 544 sono partiti dalla Libia, il 75% in meno rispetto allo scorso anno. Tra le nazionalità dei nuovi arrivi di quest'anno prevalgono i senegalesi (90), seguiti da tunisini (67), nigeriani (56) e gambiani (50).

Il dibattito in Italia resta acceso, riscaldato ulteriormente dalle parole di Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla presidenza della Lombardia, che è tornato a parlare delle polemiche per l'espressione 'razza bianca' che ha usato parlando della questione migrazione. "Ho usato un'espressione sbagliata e di questo mi dolgo", ha commentato. Sottolineando però che "questa immigrazione incontrollata rischi di creare gravi problemi in futuro al nostro Paese".

Parole che non hanno gettato acqua sul fuoco delle polemiche, ma che al contrario hanno alimentato lo le critiche nei suoi confronti. Ad attaccarlo anche il commissario Ue alle Finanze, Pierre Moscovici e il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans. Il primo, da Parigi, ha definito "scandalose" le parole di Fontana, l'altro da Strasburgo, ha detto che il pericolo per l'Europa non viene "da altri Paesi o altre religioni, ma dalla paura che ispira troppo spesso l'esclusione degli altri".

Il candidato premier dei 5 stelle Luigi Di Maio è andato oltre dicendo che "sembra uno del Ku Klux Klan", mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha osservato che Fontana "non ha lo spessore di Maroni. E' partito male".

Ma c'è chi ha difeso l'ex sindaco di Varese, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. "Abbiamo capito quello che dice Fontana oppure no: che c'è un'invasione fuori controllo e un'islamizzazione in corso?".

 

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