Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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GENOVA

Espianto degli organi per il bimbo lanciato dalla finestra della casa in fiamme

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Vigili del fuoco al lavoro davanti alla palazzina

GENOVA. La madre del bambino lanciato dal padre dalla finestra della casa in fiamme a Casella (Genova) e di cui è stata dichiarata la morte cerebrale alle 22 di ieri sera, ha concesso l’autorizzazione all’espianto degli organi del figlio.

La donna ha concesso il benestare dal letto dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, nonostante lo stato di choc. Il marito è in coma all’ospedale Galliera. Sarà comunque necessario attendere l’esito delle sei ore di monitoraggio per eventualmente avviare la procedura per l'espianto e la donazione degli organi.

Il bambino ha fatto un volo di 5 metri, poi il padre e la madre si sono gettati nel vuoto per sfuggire alle fiamme. Il bambino nella caduta, nonostante il primo urto su una coperta tesa dai soccorritori, è caduto al suolo riportando ferite gravissime.

Il padre è in gravissime condizioni, in coma con ustioni alla schiena e fratture multiple agli arti. Non altrettanto gravi le condizioni delle donna, riuscita ad attutire la caduta aggrappandosi ai tubi del gas, ma sotto choc. La notte da incubo si è consumata poco dopo le 3 nel centro di Casella, comune nell’entroterra di Genova, sotto gli occhi di una decina di abitanti del paese, impotenti in attesa di vigili del fuoco e medici del 118.

Il bambino ha riportato una grave ferita alla testa ed è stato subito trasferito all’ospedale pediatrico Gaslini. Col passar delle ore, le condizioni del padre, Alessio Fraietta, 49 anni, originario di Catanzaro, operaio in un ditta di saponi, sono peggiorate a causa delle ustioni riportate sul 20% del corpo: l’uomo si era attardato nella casa tentando di salvare il figlio.

Meno grave la donna, Vincenza Sansone, 49 anni, ricoverata all’ospedale di Sampierdarena con fratture al bacino e agli arti. E’ fuori pericolo ma in stato confusionale. "Sapevamo che l’impianto elettrico non era a norma» ha denunciato dall’ospedale. Le indagini sul rogo sono condotte dai vigili del fuoco: il magistrato di turno Paola Crispo ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e disposto il sequestro dell’ immobile. Fra le cause possibili del rogo un corto circuito o la stufa o la canna fumaria difettose.

L’allarme per l’incendio è stato lanciato da Vincenza Sansone con una telefonata ai vigili del fuoco intorno alle 3.15. I primi soccorsi sono giunti dai vicini, richiamati in via Mandelli dal crepitio delle fiamme. Davanti ai loro occhi una scena terribile: alla finestra, da cui spuntavano lingue di fuoco, c'erano i due coniugi e il figlio che imploravano aiuto.

Il padre ha prima lanciato delle coperte di sotto perchè fossero usate come telo per soccorrere il figlio, quindi ha afferrato il bimbo e l’ha lanciato nel vuoto. Il bambino, però, dopo essere rimbalzato sulle coperte è caduto con violenza sul suolo. Quindi, dalle finestre si sono lanciati i due coniugi. I vigili del fuoco, accorsi intorno alle 3,40, si sono trovati davanti al palazzo in fiamme e tre corpi immobili sull'asfalto.

Subito dopo, i solai del secondo piano dell’edificio, minati dal calore, sono crollati sventrando la palazzina: i vigili del fuoco che vi stavano entrando se ne sono accorti pochi attimi prima e sono riusciti a mettersi in salvo. Oltre alla famiglia Fraietta, senza casa sono rimasti un’anziana, che ieri era sera non era nell’appartamento perchè dormiva in casa della figlia, e due fratelli, Daniele e Maurizio Cevasco, fra i primi a soccorrere i tre feriti. Il sindaco di Casella Francesco Collossetti ha indetto una sottoscrizione per aiutare le famiglie sfollate.

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