Mercoledì, 03 Giugno 2020
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NAPOLI

"Favori alla camorra", 69 arresti: c'è anche l'ex consigliere regionale della Campania

NAPOLI. Tra gli arrestati nell'operazione della Guardia di Finanza di Napoli su appalti a imprese vicine al clan Zagaria vi è anche il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania. Sommese è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l'erogazione dei fondi regionali.

Arrestato anche il sindaco di Aversa (Caserta), Enrico De Cristofaro. Il sindaco di Aversa è indagato nella qualità di ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta.

Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell'attuale sindaco di Casapesenna (Caserta), comune in cui è nato e vissuto, trascorrendo parte della sua latitanza, il boss Michele Zagaria.

Ci sono anche l' ex sindaco di Pompei Claudio D' Alessio e l'ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Domenico Giorgiano, tra i politici finiti ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che ha smascherato una rete di professionisti in grado di manipolare appalti pubblici tra Napoli e Caserta.

Decisivo, secondo gli investigatori, il ruolo svolto dall'ex assessore regionale al Turismo Pasquale Sommese. Sono cinque gli episodi di corruzione e altrettanti i casi di turbativa d'asta che gli vengono contestati dalla Dda. Per la procura Sommese garantiva i finanziamenti regionali alle opere da realizzare in cambio di soldi e sostegno elettorale. In qualche caso avrebbe anche imposto il nominativo dell' imprenditore che avrebbe dovuto eseguire i lavori pubblici che egli stesso aveva fatto finanziare.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l'inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria.

L'indagine ruota attorno alla figura dell'ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata "The Queen"; lo stesso Gip parla di "sistema La Regina". L'inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l'imprenditore Alessandro Zagaria.

I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d' asta e concorso esterno in associazione mafiosa. L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli.

Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico.

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