Martedì, 25 Febbraio 2020
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Il Papa e i terremotati: i loro prodotti alle mense caritative

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Papa Francesco nella zona rossa di Amatrice - Fonte Ansa

ROMA. Agricoltori e allevatori delle zone colpite dai terremoti in Italia centrale hanno accolto con gioia e sorpresa la visita dell'Elemosineria Apostolica che su  indicazione del Papa ha acquistato prodotti alimentari tipici delle aree colpite dal terremoto, tra pecorino di Amatrice, roveja e farro, che sono stati distribuiti a diverse mense caritative della città di Roma.

Lo rende noto la Coldiretti sottolineando che «il gesto del Santo Padre è un messaggio di grande incoraggiamento che aiuta a tenere alto il morale di una comunità ferita che non si vuole arrendere ma anche un invito a ricordare che il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinché la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell'economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo».

«La delegazione pontificia - ha spiegato Antonio Aureli di Amatrice - ha comprato dieci forme del nostro pecorino. Si sono informati sulle nostre difficoltà, gli ho spiegato che qui lavoriamo soltanto il nostro latte e alla fine della visita, prima di andare via, i sacerdoti hanno impartito la benedizione al personale e al bestiame». Aureli, precisa la Coldiretti, «non ha mai interrotto la sua attività di produzione, nonostante le scosse abbiano causato un forte calo della produzione di latte a causa dello stress cui è stato sottoposto il bestiame dallo scorso agosto ad oggi».

A sei mesi dalle prime scosse la Coldiretti stima che non più del 15% degli animali «sfollati» possono essere ospitati nelle stalle provvisorie annunciate e si conta una vera strage con oltre diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l'effetto congiunto del terremoto e del maltempo. A tutto questo, rileva la Coldiretti, si aggiungono «i problemi tecnici rilevati sulle stalle mobili già realizzate, tra allagamenti, qualità dei materiali e inadeguatezza di alcune soluzioni».

© Riproduzione riservata

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